The Cruxshadows: Fortess in flames

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Ver Sacrum Sulla scia del successo ottenuto dall’album “Ethernaut”, i Cruxshadows pubblicano questo ricco MCD (14 tracce) che ci propone svariati remix di barni tratti dall’album e tre inediti. Il disco si apre con l’ottima ed inedita “Dragonfly”, un brano già noto a chi ha avuto modo di assistere ai concerti del loro ultimo tour europeo (ancora in corso mentre scrivo queste righe); un brano in perfetto stile Cruxshadows, capace di fondere elementi dance con un’interpretazione vocale di Rogue decisamente “epica” e “goth-oriented”. Tale stile musicale a cavallo tra gothic-ed elettro è il marchio di fabbrica del gruppo americano (almeno degli ultimi due album e relativi mcd) e provoca nei loro confronti sentimenti contrastanti in seno all’audience : o li si ama o li si odia. Le altre tracce inedite sono “Edge of the world”, altro pezzo presente nella tracklist degli ultimi concerti e che proprio in tale sede risulta ancora piu’ convincente e “Eyes to heaven”, un pezzo dalle strutture minimaliste, imperniato sulla voce di Rogue : canzone intrisa di struggente romanticismo (col violino di Rachel a giocare un ruolo importante), che fa da intervallo tra i tanti remix elettro di questo mcd. Il ricco fronte dei remix (11) vede cimentarsi bands come Clan Of Xymox, In Strict Confidence, Iris, Subway to Sally, Absurd Minds, Razed in Black, Neuroactive, ecc… che vanno a rivisitare alcuni tar i brani piu’ rappresentativi di “Ethernaut” : quattro remix per “Citadel”, due ciascuno per “Cassandra” e “Love and hatred”, uno per “Winterborn”, “Untrue” e “Flames” (quest’ultima remixata dai Cruxshadows stessi). Tra i tanti remix, spendo due parole per quello di “Winterborn”, un brano che amo molto, qui remixato dai tedeschi Subway to Sally, che la stravolgono completamente, trasformandola in una sorta di ballata medioevale senza farle perdere un grammo del suo fascino : un ottimo remix per un brano splendido. Detto che il livello degli altri remix è mediamente buono, non mi resta che sperare che sempre piu’ gente voglia seguire il verbo della band americana, magari un pò ruffiana e furbacchiona nella sua formula elettro-gothic, ma maledettamente efficace nel comporre belle canzoni.

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