Tuxedomoon: Cabin in the Sky

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Ver Sacrum Ritornati da un po’ di tempo nella loro formazione originaria (Steven Brown, Blaine Reiningen, Peter Principle) gli storici Tuxedomoon, formazione cardine della “new wave” statunitense dei primi anni ’80, ci propongono il loro ultimo lavoro Cabinet in The Sky, presentato in anteprima europea con un concerto e una serie di eventi e incontri che si sono tenuti a Firenze nel corso del mese di maggio. Il CD si apre con due canzoni straordinarie che ben rappresentano l’anima di questo gruppo: “A Home Away”con quel suo basso in primo piano a scandire il ritmo, il sax di contorno, gli inserti elettronici e la voce stentorea di Steven Brown è una tipica canzone alla Tuxedomoon, che ben si inserisce ai livelli più alti del loro vastissimo repertorio. Lo stesso si può dire della seguente “Baron Brown”, dalle sonorità meno fredde ed essenziali, in cui sono presenti anche gli arrangiamenti al pianoforte e al violino e con aperture verso sonorità etniche, quasi balcaniche. Altri momenti interessanti sono “Luther Blisset”, certo il brano più “veloce” dell’album, dai suoni elettronici in evidenza, e “Here ‘til X-mas”, cantata da Blaine Reiningen , vera commistione di generi e di strumenti, mentre, nonostante i bellissimi arrangiamenti, risulta un po’ inficiato dal cantato stentato in italiano (e dal testo) “Diario di un egoista”, un omaggio comunque all’Italia, paese cui i Tuxedomoon da molti anni sono fortemente legati. Numerosi nel CD sono poi i brani strumentali, in cui si dispiega meglio quella tendenza sperimentale ed “avangarde” che ha sempre caratterizzato il suono del gruppo, fatta di ricerca elettronica commista con aperture anche di tipo jazzistico, come in “Annuncialto”, “Cagli Five-O”,“The Island”, “Chinese Mike”. E’ però in un brano come “La più bella” (con simpatico sottofondo parlato in italiano) che l’armonica fusione di violino e pianoforte dà vita ad uno dei momenti più struggenti e romantici del disco. Complessivamente un lavoro che non delude le aspettative, fatto di musica colta, cerebrale e raffinata, adatta a spiriti intellettuali e distaccati; meglio che si astenga invece chi dalla musica cerca soprattutto energia, movimento e passioni forti.

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