Ikon

0
Condividi:
Chris McCarter

Chris McCarter live in Adelaide, 1999 (© www.ikondomain.com)

Il precedente mini-tour italiano della band di Melbourne (svoltosi nel giugno 2003) aveva riscosso un notevole successo: Chris McCarter e soci (allora in una formazione a quattro) non avevano mai suonato da noi prima di quel momento e furono accolti benissimo dal pubblico, che da molti anni sperava di poterli vedere in concerto da queste parti. In particolare l’esibizione romana richiamò un notevole numero di fans, situazione che stavolta non si è ripetuta ma che è giustificata dal fatto che è trascorso poco più di un anno dal precedente live-show e che non è semplicissimo riempire un locale alla fine di agosto, quando molti sono ancora in vacanza… Ad ogni modo già prima delle 22.00 diverse persone attendevano l’apertura del Jungle, e con il passare del tempo il gruppetto dei nerovestiti è aumentato vistosamente, tanto da attirare l’attenzione della gente (totalmente estranea al concerto) che stava passeggiando nei dintorni. Per chi non lo sapesse il Jungle si trova nella zona del Testaccio, una sorta di calderone/fiera del divertimento nel quale è possibile trovare un po’ di tutto, dal pub trendy alla mega-discoteca all’aperto, passando anche per cose ben più particolari e trasgressive (e dicendo questo non mi riferisco solo al locale gotico ma anche all’Ass. Vecchio Mattatoio, dove proprio la stessa sera si è svolto il classico party “ad orientamento fetish” organizzato dallo staff del Ritual The Club).

Intorno alle 23.00 il locale ha finalmente aperto i battenti: non mi era mai capitato di andarci in precedenza e immaginavo di ritrovarmi in un posto di medie dimensioni, ma devo dire che la mia previsione è risultata alquanto inesatta… Il Jungle è infatti decisamente piccolo (in pratica è formato da due stanze – la sala da concerto/ballo e la zona bar – e da un corridoio), ma va detto che è anche piuttosto carino e curato nei dettagli. C’è di buono che non ha nulla a che vedere con i club post-moderni (e spesso anonimi) di ultima generazione, ma di sicuro si tratta di un luogo più adatto ad ospitare serate danzanti che esibizioni dal vivo, anche perché il palco stesso è di dimensioni davvero ridotte. Per fortuna il pubblico presente non ha riempito completamente la sala, e quindi è stato possibile assistere alla performance in una situazione più che accettabile (resa tale anche da condizionatori che funzionavano a pieno regime!).

Lo show è iniziato alle 23.30 circa: il gruppo si è presentato con una formazione a tre, che oltre a Chris McCarter (chitarra e voce) e Dino Molinaro (basso) includeva anche il nuovo acquisto Clifford Ennis (chitarra e voce). Fin dalle prime note ho avuto l’impressione che l’esibizione non mi avrebbe deluso: non avevo mai visto gli australiani dal vivo e in effetti mi sono sembrati estremamente efficaci oltre ad avermi dato un’idea di compattezza, qualità che spesso (e mi dispiace dirlo!) manca a certe band dell’ambito gothic. Gli Ikon esistono dal lontano 1991 ed è ovvio che in questo lungo periodo di tempo abbiano accumulato esperienza e perfezionato la loro tecnica, ma è pur vero che c’è in giro tanta gente che suona da vent’anni e continua a “regalarci” performance qualitativamente scadenti… Per fortuna stavolta non è stato uno di quei casi, anzi mi ha colpito molto la precisione con la quale i tre hanno eseguito le varie song in scaletta, e quindi la professionalità dimostrata. Nonostante l’assenza di un batterista “umano” e gli inevitabili campionamenti il sound è risultato “caldo” e piuttosto corposo, con le chitarre decisamente in evidenza.

Dino Molinaro

Dino Molinaro live in Melbourne, 2000 (© www.ikondomain.com)

Quella di Roma era la prima data del tour europeo che ha toccato anche Germania, Inghilterra e Belgio e che è stato organizzato per promuovere l’uscita dell’EP Psychic vampire, perciò la band ha proposto molto materiale nuovo oltre che le cose più storiche e famose. Per quanto riguarda l’EP (una release assai ricca che include ben otto tracce!) si sono potute ascoltare le varie “Crucified”, “Blue murder”, “I never wanted you”, “The garden of the lost” e naturalmente la titletrack, tutte canzoni che aggiungono poco di nuovo rispetto a quanto già sapevamo degli Ikon ma che comunque mi sono sembrate mediamente piuttosto buone. Per quanto riguarda i brani del passato segnalerei invece i vari (e ottimi) “Condemnation”, “Ghost in my head”, “Reality is lost” (quest’ultimo risale addirittura a quindici anni fa!), “In a lonely place” e “Fall apart” (la cover dei Death In June). In generale un po’ tutti pezzi eseguiti sono stati accolti in maniera molto favorevole dal pubblico, ma è chiaro che il materiale più datato ha esaltato ben più di una persona, tanto che in varie occasioni si è pure scatenato un piccolo pogo! Il concerto è durato complessivamente un’ora e mezzo, comprese le due canzoni presentate durante il bis (per le quali non abbiamo dovuto attendere più di tanto visto che il gruppo non poteva “uscire” dal palco o nascondersi dietro qualche parete divisoria…), e credo proprio che abbia soddisfatto i più (almeno a giudicare dalle facce viste in giro e dai commenti che mi è capitato di sentire!!).

Non c’è che dire, la stagione concertistica 2004/2005 si è aperta in maniera decisamente positiva, proponendoci una band che non ha solo il merito di offrire delle buone live-performance, ma che è anche riuscita a rinnovarsi negli anni miscelando sapientemente le “vecchie” sonorità gothic/darkwave con l’electro più moderna. Credo proprio che molti puristi non condivideranno per niente il mio punto di vista, ma sarebbe davvero inutile affrontare ancora una volta la spinosa questione della contaminazione tra generi diversi, anche perché sono ormai molti anni che nella scena si è creata una divisione netta tra chi mal sopporta tutto ciò che va al di là di certi schemi prestabiliti e chi invece accetta il cambiamento e l’evoluzione senza farsi troppi problemi. Questi ultimi erano decisamente in maggioranza allo show degli Ikon (ho visto anche diverse persone ballare durante l’esecuzione dei brani più “pompati”), e come dicevo in precedenza mi pare che abbiano gradito parecchio la situazione… Una bella serata insomma, che oltretutto è servita a “movimentare” il mese più noioso e povero d’eventi di tutto l’anno (almeno per quanto riguarda questo tipo di musica)!!

Links:

Ikon – sito ufficiale

Chris McCarter

Chris McCarter (© www.ikondomain.com)

TagsIkon
Condividi:

Lascia un commento

*