Omnicore: Mass murderer

0
Condividi:

Ver Sacrum Pur non essendo, questo Mass Murderer, il primo disco degli Omnicore, è la prima volta che mi capita di incontrarli. Il duo francese costituito da un tale Cypher e Antony Monteil, in questo frangente coadiuvati dalla cantante e tastierista Nebel, ha già prodotto in passato un CD intitolato Der Peaker che all’epoca era certamente sfuggito alla mia attenzione ma che, da quanto ho potuto leggere in giro, doveva essere alquanto differente da questa nuova uscita, essendo descritto da molti come qualcosa a metà strada tra industrial ed electro. Nella loro ultima fatica, direi che si allontanano dai dancefloor, rimanendo decisamente più legati alla matrice industriale e spingendosi nella direzione più neoclassica e marziale e, devo dire, con risultati decisamente intriganti. In diversi momenti mi hanno riportato alla mente i The Moon Lay Hidden Beneath A Cloud (pur non avendo un’influenza così forte da parte della musica medievale) e a tratti addirittura certi momenti percussivi dei Test Dept (con i quali, nel complesso, c’è una distanza stilistica notevole); in fondo gli ingredienti sono sempre gli stessi: ritmiche lente scandite dai timpani o dai tamburi militari, atmosfere tessute dall’organo da chiesa o dal pianoforte, tastiere che sostituiscono gli archi, qualche chitarra acustica, numerosi campionamenti, voci, maschile e femminile, a metà strada tra il canto e la recitazione, rumori di fondo tipicamente industriali. Gli ultimi anni hanno però dimostrato che gli ingredienti non sono assolutamente sufficienti ma serve assolutamente anche una buona ricetta. Anche musicisti che in passato erano stati piuttosto ispirati hanno prodotto lavori alquanto scadenti: spesso troppo pieni di sé, autocelebrativi in maniera fastidiosa e, nel complesso, poco significativi. Gli Omnicore riescono invece, a mio parere, a sfuggire a questa tendenza, riuscendo a creare una musica, pur se non particolarmente innovativa, piena di fascino e fortemente evocativa. Da un punto di vista estetico, sia la copertina del CD sia il sito, che credo sia stato rivoluzionato di recente, sono visibilmente ispirati alla cultura fetish e vintage, non privi di un certo gusto nell’elaborazione grafica complessiva; purtroppo non sono a mia disposizione i testi, che sembrano alternare tematiche ispirate ad un erotismo mortifero (“Les alterations cadaverique”) a quelle, ormai un po’ trite, più tipiche del genere musicale di cui gli Omnicore sono rappresentanti (“Reward the guilty, punish the innocent”, “Hate revenge, power and blood”); mi sarebbe piaciuto poter leggere le liriche per farmi un’idea migliore, ma tant’è. Nel complesso ritengo si tratti di un ottimo lavoro, uno dei migliori dell’anno in questo genere, che dimostra come recentemente la Francia, grazie ad una serie di gruppi interessanti ma anche ad etichette come Divine Comedy o Cauldron Music, abbia raggiunto livelli qualitativi assolutamente degni di nota, molto spesso anche superiori a quelli di compagini teutoniche e nordiche di fama ben superiore.

Condividi:

Lascia un commento

*