Ordeal By Fire: Untold Passions

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Ver Sacrum Ehi, più ascolto questo immenso “Untold Passions” e più la rabbia cresce in me! E’ presto detto: mi trovo al cospetto di un disco che proclamo senza mezzi termini e-po-ca-le, eppur pari pari il timore che possa venir criminalmente ignorato è fortissimo! Gli Ordeal By Fire hanno confezionato un’opera di assoluta levatura planetaria, un platter che è un eccezionale concentrato di passione, energia, amore per uno stile che non morirà MAI! Perchè grazie ad Iddio qualche sfrontato, in spregio al Fato, si prodigherà a mantenerlo in vita, seppur confinato ai margini dell’universo gothiko. Chissà che la riscossa principi proprio da questa manciata di brani visceralmente interpretati da una band in grandissima forma, che va di diritto ad iscriversi a caratteri grondanti sangue nel Libro Nero della Storia del Goth-Rock. Al pari di Sisters, Mission, Fields, da oggi citeremo gli italianissimi Ordeal By Fire, e ne andremo giustamente fierissimi! Come rimanere insensibili dinnanzi alla composta grandezza di “Hiding”, di “Hanging On”, della rendition della già classica “Re-creation”, unica traccia ripescata dal mini apripista “Roots and the dust”? Ascoltate Michele, con quale furia intepreta sentitissime liriche che vanno ad inserirsi perfettamente nell’elaborato tessuto soniko messo a punto dalla ficcante chitarra di Riccardo Perugini e dal pulsante basso di Fabrizio Filippi, supportati dalle percussioni indiavolate di Tiziano Benedetti. “Life’s uncertainty” ne è ulteriore fulgidissimo esempio: che pezzo, che carica nichilista gettata a mò di sfida in faccia allo sbalordito ascoltatore! E non è certo finita qui! Ne mancano ancora tre, i devastanti “Tides” ed “At the mercy of men” e la cadenzata “Heartfelt symphaty”, poi urge schiacciare nuovamente il tasto play per sprofondare nel Sabba! Una produzione stellare (responsabile del mastering è Bruno Kramm), esalta vieppiù il valore di ogni singola traccia, donandole un forte appeal modernista (non fraintendetemi, il contesto, non è un controsenso, è dichiaratamente classic-goth), tanto che “Untold passions” potrebbe tranquillamente venir apprezzato pure dal pubblico alterna. Con tutti i distinguo del genere, ed infischiandomene dell’accusa di eresia che qualcuno potrebbe muovermi, lo accosto al debut dei Velvet Revolver, per il grande accanimento dimostrato dai nostri. E la grafica? Ovviamente, anche il booklet è ben degno del capolavoro che rappresenta! Goth-rockers, l’ora del riscatto è giunta!

Web: http://www.strobelight-records.com
Email: info@strobelight-records.com
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