Depeche Mode: Remixes 81-04

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Ver Sacrum E’ piuttosto paradossale che solo oggi mi debba trovare a recensire un disco del gruppo che ha segnato il mio avvicinamento a certe sonorità, nel lontano 1984, ovvero ben 20 anni fa !! I Depeche Mode sono ormai universalmente riconosciuti come una delle band piu’ importanti di questi ultimi venti anni ed innumerevoli sono i gruppi che devono alla formazione di Basildon la propria ispirazione musicale e la voglia di fare musica. Sin da quegli anni, Martin Gore & co hanno sempre dato “filo da torcere” ai propri fans, sfornando una serie infinita e sempre piu’ articolata di remix per ogni singolo pubblicato, tanto che possedere la loro discografia completa, tra album e singoli, in tutte le possibili varinati edite, vuol dire avere una collezione che supera abbondantemente il centinaio di pezzi. A soddisfare la sete di chi si è perso per strada alcuni di tali remix, arriva ora questa release (disponibile in tre formati, rispettivamente composti da uno, due e tre cd) che include i remix di praticamente tutti i loro brani piu’ famosi (di primo acchito noto solo la dolorosa, almeno per me, assenza di “A question of time”), nonchè alcune novità, come il nuovissimo remix di “Enjoy the silence” (edito anche come singolo), revisitata da Mike Shinoda dei Linkin Park, per un risultato di tutto rispetto, a base di chitarre e campionamenti. Poichè sarebbe lungo descrivervi il contenuto dei tre cd, mi soffermo solo sul terzo dischetto, che è quello forse piu’ appetibile, in quanto contiene remix rari o esclusivi (come nel caso di “Enjoy the silence” nella versione di Shinoda) e consente di accedere ad uno spazio “riservato” su internet. Semplicemente splendidi sono i remix di “Photographic” (Rex the dog dub mix), “I feel loved” (Danny Tenaglia’s labour of love dub edit), “Halo” (Goldfrapp remix), “Little 15” (Ulrich Schnauss remix) e “It’s no good” (Club 69 future mix), lavori che portano l’arte dei remix a suoi massimi livelli, spaziando tra techno, drum’n bass, trip-hop, ecc…. Un’opera quindi che, se mai ce ne fosse bisogno, ribadisce la grandezza e l’attualità delle composizioni (anche di quelle piu’ datate) dei Depeche Mode. Quando il remix è un’arte………

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