Rammstein: Reise reise

0
Condividi:

Ver Sacrum I Rammstein sono il classico gruppo che ha saputo mettere d’accordo un po’ tutti, dai metal-heads più convinti ai gotici, passando per i rockettari e i fanatici dell’electro “danzereccia”. In effetti il sound proposto dalla band è davvero un’azzeccatissima miscela di tutti gli stili appena nominati, e quindi riesce con una certa facilità ad accontentare anche i palati più esigenti, vedi quelli di coloro che tendenzialmente non si interessano a ciò che si discosta troppo dal genere che preferiscono (ma che in casi come questo fanno un’eccezione…). La situazione è tale già da molti anni, e Reise reise di sicuro non la cambierà, visto che è un album piuttosto variegato dove non mancano né l’aggressività né la melodia. Come al solito la formazione tedesca ci stupisce per la facilità con la quale riesce a confezionare brani assolutamente orecchiabili, che magari suonano un po’ “tamarri” (vedi la mitica “Amerika”), ma che tutto sommato sono estremamente piacevoli da ascoltare. E poi diciamoci la verità, i Rammstein ci piacciono proprio per il loro essere sempre un po’ kitsch e sopra le righe, per cui se la smettessero con questo tipo di cose la maggior parte di noi rimarrebbe molto delusa!! Ad aprire il disco troviamo la titletrack, un bell’esempio di industrial metal sinfonico dal ritornello efficacissimo, che non scontenterà di sicuro i numerosi fan del gruppo. A seguire arriva “Mein teil”, una song granitica e potente che funzionerà moltissimo nei dancefloor di tutta Europa, mentre subito dopo ci sono la più “rassicurante” (per modo di dire!!!) “Dalai Lama” e la convincente “Keine lust”. Con “Los” si passa a sonorità meno pesanti ma non prive di un certo fascino, mentre la già citata “Amerika” ripropone l’accoppiata tra riff corposi e melodie ultra-orecchiabili. Andando avanti con l’ascolto ci si rende conto che in questo lavoro non c’è alcun episodio mediocre, anzi si ha l’impressione che un po’ tutte le canzoni potrebbero essere dei potenziali hit (vedi ad esempio la solenne “Morgenstern” o l’oscura “Amour”). Insomma, direi che si può parlare di una release coi fiocchi, che conferma appieno la grandezza dei Rammstein e probabilmente allargherà ancora di più la cerchia dei loro sostenitori.

Condividi:

Lascia un commento

*