Deinonychus: Insomnia

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Ver Sacrum Marco Kehren è artista che non prende certo in considerazione il termine compromesso. Attivo col suo personalissimo project Deinonychus fin dal 1993, da ora alle stampe per la attivissima My Kingdom Music il settimo CD di lunga durata, il secondo sotto l’egida della label campana. “Insomnia” è platter pregno di nichilistica furia. Cinque brani, tre quarti d’ora di durata totale. Una opera stordente, ove la veemenza iconoclasta si traduce in una musica violenta, obscura, ossessiva, tanto da esaurire qualsisia capacità di resistenza dell’estenuato ascoltatore. Brani plumbei e sanguinolenti, dilatati oltre ogni limite pure nei titoli (“To diagnose the fortunes of paranoia consuming consciousness and sanity”, il terzo movimentato capitolo del disco è il più breve), se si eccettua l’opener “Nightfall guides to be an everlasting…”, solo cinque minuti, i restanti quattro si attestano sui dieci di avernale ed efferato dark/doom totalizzante e definitivo, come pochi altri gruppi sono finora riusciti a proporre. Marco riesce a disorientare chi s’accosta alla sua creatura, spogliando i brani di qualsisia orpello: “Long I feared that my sins…” è subdolamente horrorifica, disperata invocazione di inane misericordia. I suoni sono cupissimi, saturi, opprimenti, la performance del vocalist è assolutamente folle, come nella conclusiva “Reasons to open your eyelids…”, dotata di un lavoro chitarristico efficacissimo. La produzione di Giuseppe Orlando (pure alla batteria, assieme a Steve Wolz dei Bethlehem, mentre le tastiere sono appannaggio di Alessio Fagrelli dei Morgana’s Kiss; a Marco voce, basso 5 corde e chitarra 7 corde) contribuisce alla riuscita di un disco di non facile assimilazione, ove imperano le sempiterne tenebre della perdizione. Da amare o da odiare. Appunto, senza compromessi. Un plauso pure a Eric Massicotte, responsabile di un artwork essenziale ed efficacissimo.

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