Despairation: Music For The Night

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Ver Sacrum Trascorsi otto anni dalla pubblicazione del demo “Another spiritworld”, si può definire giunto a compiuta maturazione il percorso artistico dei tedeschi Despairation. “Music for the night” è opera assai interessante, in virtù di ottime canzoni, quali la title-track e “Phantastronaut”, melancoliche e pregne di essenza neo-romantica, o le più movimentate “River of perdition” e “Underground poetry”, maggiormente debitrici nei confronti del classico goth-sound. Un disco che soddisferà le esigenze di chi ricerca varietà stilistica, bravura esecutiva e pathos: Sascha Blach e sodali sorprenderanno coloro che si accosteranno alla loro proposta senza remore, in virtù di composizioni sufficientemente articolate e dotate di fascino arcano e decadente, poste sotto la tutela ispiratrice di Rimbaud, Blake e Joyce. La voce profonda del vocalist si distende su orditi sonori ora atmosferici (le brevi “Madrigal” e “Moondrawn awakening”, la prima richiamante la stravolta poetica del maestro Nick Cave), ora dominati dal vigore elettrico delle chitarre di M. F. Jungkunz e dalla sezione ritmica presidiata dal bass-player C. Gruenert e dallo skin-beater J. Reinhold, ben intessuti dalla presenza insostituibile delle tastiere di C. Beyer. La vena malinconica dell’insieme emerge fino a raggiungere vertici di assoluto lirismo nell’orchestrale “L’Avion Ivre”. Ma siamo solo al principio, il disco vanta in fatti eccezionale durata, sfiorando gli ottanta minuti, il tutto senza scemare mai di tono. “Firebird” si abbevera alle linde sorgenti del folk-rock pur mantenendo una intelaiatura decisamente metallica, componente che distingue nettamente il CD dai predecessori e gothici “Scenes from a poetical playground” e “Songs of love and redemption”, e pure “Proteus” non sfigurerebbe nel songbook degli spiritati Skyclad. La gaiezza bucolica svanisce ben presto, avvolta dalle brume darkeggianti dell’arcana “Zeitgeist”, manifesto della sensibilità romantica esibita con orgoglio dal gruppo e della sofferta “April mourning”. Ancora goth in “Songs of the nightingale”, appena spruzzata di pop, poi “Nuit en enfer” lascia al bravo Beyer campo aperto per esibire la propria bravura al pianoforte, cesellando un notturno di grande intensità, preparando l’ascoltatore al gran finale, offerto dalla triade “Colourado mindtrip” (movimentatissima e psychedelica, a la Porcupine Tree!), “Space sound park” e “Penelope”. “Music For The Night” arricchisce il catalogo dell’ottima My Kingdom Music, etichetta sensibile alla purezza dei suoi artisti, vantando fra le proprie firme esponenti di indubitabile classe quali a.e. Klimt 1918, andando a formare un sobrio connubio fra classe interpretativa e probità intellettuale.

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