The Cascades: Spells And Ceremonies

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Ver Sacrum I volonterosi tedeschi The Cascades giungono a confezionare il terzo albo della loro recente carriera (uscite concentrate nel breve arco di due anni!), pubblicando l’interessante “Spells and ceremonies”, votato ad un affascinate goth influenzato dal rock’n’roll e non scevro da tentazioni moderniste. E senza dubbio questo disco (raccomandato da Zillo!) farà breccia nel cuore degli ascoltatori, sopra tutto di coloro che si sentono naturalmente attratti da situazioni lambenti lidi pop. Sotto la supervisione di Hardy Fieting degli Scream Silence, e con guests di Letzte Instanz e Thanateros, i cinque musicisti sono riusciti nell’impresa di coniugare ritmi ed ambientazioni di facile fruizione ad un impianto dichiaratamente gothiko, senza cadere nella parodia o peggio nel voluto asservimento a modelli già consolidati. Ne consegue che “Spells and ceremonies” è davvero un pregevole CD. Forte di brani quali la title-track od il mid-tempo (ve ne sono diversi) “Spiritual symphony”. E’ appunto la abbondante presenza di cadenzati a caratterizzare questa uscita, intrammezzati da brani più sostenuti (è il caso di “Ground zero” e di “Disappointed”) e da canoniche ballatone (delle quali proprio non si può fare a meno, si ascolti a.e. “7 deadly sins”). Sezione ritmica (André Hager e Andi Gmeinwieser) costretta adunque agli straordinari, mentre il chitarrista Maxe Raith spadroneggia sovrapponendo riff su riff, con le tastiere di Markus Mueller ad amalgamare il tutto. Ovviamente il cantante M. W. Wild non si tira certo indietro, risultando sempre convincente, sia in ambiti più soft che in episodi ove la grinta deve essere esibita (“4 elements”). “Eternal funeral” farà la fortuna dei goth-d.j.’s, tanto pare costruita apposta per l’airplay reiterato! Una canzone perfetta: ritmo scandito da una batteria metronomica, basso ben pompato, chitarrona che non disdegna passaggi a la Mission/Sisters/Fields, cantato epico e keys spaziali. Impossibile pretendere di più, un hit garantito, segno che i nostri ben hanno appreso i segreti della scrittura. “Charmed of your charm” è banalotta e scontata, ma il livello torna presto ad alzarsi con “Revolution come”, caratterizzata da un apparato strumentale debitore dei Sisters era-“Vision thing” (impressione rafforzata dalla vociona di Wild). Non manca pure il pezzo in lingua madre, la conclusiva “Ihr werdet sein”, tutt’altro che eccezionale. Un buon disco, “Spells and ceremonies”, testimonianza di una scena, quella tedesca, che si dimostra ancor vitale pur se decisamente sovra-affollata.

Per informazioni: www.masterpiecedistribution.com
Web: http://www.rabazco.de
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