La Playlist 2004 della Redazione

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Ecco che siamo arrivati anche stavolta a tirare le somme sulle uscite dell’anno appena trascorso in campo musicale, letterario, cinematografico e per quanto riguarda gli eventi live.

Rispetto alle edizioni passate stavolta pubblichiamo solo la playlist della redazione. Come già premesso nelle news del sito questa scelta non è stata motivata da mancanza di interesse per le vostre preferenze ma per le difficoltà organizzative che dalla scorsa estate abbiamo avuto. Infatti Mircalla e “yours truly” Christian Dex il 19 di agosto sono diventati genitori di Jacopo (che al momento non ha ancora un “nom del plume” nella redazione di Ver Sacrum…) e la nostra vita da quel momento è stata (seppur piacevolmente) sconvolta.

A dicembre infine abbiamo definitivamente traslocato: l’indirizzo storico della redazione di via S. Paolo 5 a Pisa non è più attivo. Per contatti e per invio di materiale d’ora in poi il recapito giusto è:

VER SACRUM
c/o Marzia BONATO
via Rosa Luxemburg 10/P
56010 Orzignano (PI)

Tutti questi eventi hanno causato rinvii vari, mail inevase e, non ultimo, qualche ritardo nella pubblicazione del nostro sito. Ci scusiamo con tutti voi lettori ma siamo sicuri che sarete comprensivi. D’altra parte il sito di Ver Sacrum è stato gestito brillantemente dagli altri componenti della redazione, che cogliamo l’occasione di ringraziare pubblicamente.

Bando alle ciance, vi lascio ora alla lettura della playlist 2004 e, naturalmente, vi auguro, a nome di tutta la redazione, uno splendido 2005!

Con i migliori auguri di buon anno la Redazione di Ver Sacrum presenta le proprie scelte del 2010. Restate in attesa perché a giorni anche la Playlist di voi lettori sarà in linea. Buona lettura!

Ankh | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Kaonashi | Manfred | Mircalla
Ankh
Mai come in questo caso i commenti sono stati obbligatori: per quanto riguarda i dischi si è trattato di un’annata particolare, visto che per tutta la prima metà dell’anno ho ascoltato poche cose che mi abbiano colpito veramente. Oltre ai CD che ho inserito, vorrei però ricordare almeno altri tre lavori che ho fatto molta fatica ad escludere: si tratta dei due bellissimi CD dei nostrani Lupercalia e Argine e quello dei russi Theodor Bastard.
Tra i film, ho volontariamente inserito il titolo “Il Signore degli Anelli”, volendo in questo modo indicare l’insieme dei tre episodi, che nel complesso rappresentano a mio giudizio un’opera notevolissima e riuscita.
Può invece sembrare strana l’indicazione del libro di Dan Brown, data la recensione non del tutto positiva che ne ho fatto; va però dato atto che questo romanzo ha spinto molti ad informarsi su tematiche eterodosse e credo che questo sia un bene; di certo, pesa sulla scelta la mancata lettura dei due romanzi di Valerio Evangelisti.
Infine il concerto: ero tentato di indicare solo la splendida esibizione dei Current 93 ma il ricordo dell’impatto live spettacolare del tour 2004 del gruppo sloveno mi ha spinto ad inserirlo, anche per combattere la frequente tendenza di inserire in playlist solo dischi e concerti recenti.

Album


  1. Lisa Gerrard & Patrick Cassidy: Immortal Memory
  2. In Slaughter Natives: Resurrection
  3. Ex aequo Elend e Autumn Tears: Sunwar the dead / Eclipse
  4. Einsturzende Neubauten: Perpetuum Mobile
  5. Rajna: Hidden Temple

Concerto


Ex aequo tra Laibach e Current 93

Libro


Il Codice Da Vinci di Dan Brown

Film


Il Signore degli Anelli di Peter Jackson

Candyman
Anche quest’anno è stato molto difficile per il sottoscritto scegliere solo 5 dischi in un panorama così vasto, che ha fortunatamente offerto parecchi lavori interessanti. Oltre ai 5 già citati, mi si consenta quindi ricordare gli album di Icon of Coil, Morrissey, Mind In A Box, The Retrosic, Front Line Assembly, Argine e Sopor Aeternus.
Sofferta anche la scelta in campo cinematografico, dove oltre al titolo prescelto, sarebero stati meritevoli diversi titoli come “Il signore degli anelli: il ritorno del re”, “L’uomo senza sonno”, “Collateral” ed il recentissimo “Confidenze troppo intime”. Obbligata invece la scelta in campo letterario, mentre sul fronte concerti devo assolutamente citare gli Skinny Puppy, che pur non rientrando tra i miei gruppi preferiti, si sono prodotti in un concerto (Zillo Festival) che non potrò mai dimenticare.

Album


  1. In Strict Confidence: Holy
  2. Kirlian Camera: Invisible Front 2005
  3. Assemblage 23: Storm
  4. Diary of Dreams: Nigredo
  5. Destroid: Future Prophecies

Concerto

Skinny Puppy – Zillo Festival 2004

Libro


Il Codice Da Vinci di Dan Brown

Film


2046 di Wong Kar-Wai

Christian Dex
Cominciamo con i CD: la seconda metà dell’anno mi ha riservato delle grandi sorprese in campo musicale, che mi hanno drasticamente spinto a cambiare la mia playlist, che, a onor del vero, fino a quel momento non mi aveva convinto completamente. Partendo dalla cima, mai (sotto)titolo fu più appropriato per descrivere il ritorno – regale davvero – degli In Slaughter Natives, un’opera davvero intensa ed emozionante. Questa uscita ha scalzato il CD che da fine agosto, momento della sua pubblicazione, avevo decretato come “top” dell’anno, ovvero lo splendido Halo Star dei Black Tape for a Blue Girl, che ha marcato un arricchimento davvero interessante e ben riuscito nelle tradizionali atmosfere eteree del gruppo. Davvero graditissimo il ritorno di Morrissey con quello che è probabilmente il suo migliore lavoro da solista, che lo riporta alle vette eccelse dell’epoca Smiths. Ottimo poi il CD degli Irfan, un’opera, non originale è vero, ma che davvero non sfigura accanto ai lavori dei Dead Can Dance da cui trae indubbia ispirazione. Infine faccio anch’io il furbo come Ankh e scelgo un ex aequo per la quinta posizione fra gli Argine, per il loro ottimo lavoro marcato da intriganti influenze wave, e – per la serie “Al Cuor non si comanda…” – il cofanetto con il lati B dei singoli di Siouxsie & the Banshees, il cui ascolto mi ha davvero emozionato.
Come miglior film scelgo L’uomo senza sonno, una pellicola noir forse un po’ prevedibile ma ben girata e sceneggiata, ripresa con una fotografia elegante virata verso sfumature metalliche. Non posso poi non segnalare Kill Bill vol. 2 che comunque, nonostante alcune scene memorabili, non raggiunge i picchi sublimi della prima parte.
Per quanto riguarda i libri invece il 2004 è stato abbastanza deludente come uscite, sebbene sulla carta ci fossero diversi volumi promettenti (Eraldo Baldini, William Gibson, Nicoletta Vallorani), ma su questo ne parleremo nel dettaglio nelle recensioni dei libri. Molto avvincente è stata per me la lettura di Antracite di Valerio Evangelisti che merita quindi di essere citato sebbene ho preferito non sceglierlo come libro preferito sia perché tecnicamente è stato pubblicato nel 2003 e sia perché l’autore bolognese è stato più volte premiato dalla redazione di Ver Sacrum per le sue opere. Segnalo quindi il divertente e grottesco volume di fumetti tratto da storie di Ammaniti, sceneggiate da Brolli e disegnate da Davide Fabbri, davvero una lettura cattivissima ed esilarante, condita da humor nerissimo.
Infine come miglior concerto scelgo gli Icon of Coil, autori nel 2004 del CD Machine Are Us, molto buono, ma non abbastanza per comparire nella mia playlist: i tre norvegesi dal vivo sono invece assolutamente irresistibili, cosa abbastanza rara per le formazioni electro, e il concerto di Prato ha confermato la loro eccezionale verve on-stage.

Album


  1. In Slaughter Natives: Resurrection – The Return of a King
  2. Black Tape for a Blue Girl: Halo Star
  3. Morrissey: You Are The Quarry
  4. Irfan: Irfan
  5. Ex aequo Argine /Siouxsie & the Banshees: Le luci di Hessdalen / Downside Up

Concerto


Icon of Coil a Prato

Libro


Fa un po’ male di Niccolò Ammaniti, Daniele Brolli e Davide Fabbri

Film


L’uomo Senza Sonno di Brad Anderson

Grendel
Per ciò che riguarda le uscite discografiche il 2004 non è stato un anno molto interessante: poche sono le cose che mi hanno veramente entusiasmato, e devo ammettere che non è stato facile redigere una classifica… Gli italiani Monumentum si sono meritati la prima posizione grazie a un album davvero affascinante, che è anche una sorta di “canto del cigno” per questa interessantissima cult band. Al secondo posto ci sono gli inossidabili Rammstein, che sono tornati più agguerriti che mai con un disco dal sound potente ma super-orecchiabile, mentre al terzo ho inserito “Antics” degli Interpol, un lavoro che riconferma appieno il talento di questi giovanissimi newyorkesi. La playlist si chiude con due cd completamente diversi l’uno dall’altro, vale a dire “Machines are us” degli Icon Of Coil e “Sunwar the dead” degli Elend. Il primo mi ha tolto ogni dubbio sul fatto che i norvegesi siano uno dei gruppi electro più validi in circolazione, mentre il secondo mi ha letteralmente stupefatto grazie all’originalità e all’altissimo livello del materiale che propone.
Per quanto invece riguarda la sezione “libri”, la mia preferenza va a “La misteriosa fiamma della regina Loana” di Umberto Eco. Quest’opera non ha niente a che vedere con la letteratura gotica (o con i generi solitamente trattati su Ver Sacrum), ma devo dire che mi ha molto incuriosito per il modo (alquanto insolito) in cui l’autore ha ripercorso la storia italiana del ventesimo secolo (in particolare quella della prima metà). Ovviamente si tratta di un lavoro molto curato dal punto di vista linguistico e lessicale, ma non mancano neanche alcuni spunti ironici che ne rendono ancora più godibile la lettura.
Il concerto migliore dell’anno è stato quello dei Kraftwerk a Roma, non solo per l’importanza storica di questa band, ma perché si è trattato di uno spettacolo davvero magnifico, sia a livello sonoro che scenografico.

Album


  1. Monumentum: Metastasi
  2. Rammstein: Reise reise
  3. Interpol: Antics
  4. Icon Of Coil: Machines are us
  5. Elend: Sunwar the dead

Concerto

Kraftwerk a Roma, Gran Teatro, 17 maggio 2004

Libro


La misteriosa fiamma della regina Loana di Umberto Eco

Hadrianus
Archiviamo anche il 2004… Agevole la scelta di film e concerto… Nessuno! Misantropia galoppante o semplice pigrizia? Chissà. Per il libro, obbligata la segnalazione di un testo al quale mi sento davvero legato, per la competenza e la serietà degli autori (o meglio dell’autore, rimando i più pazienti alla recensione). Ed ovviamente anche per il soggetto del testo! Per quanto riguarda la musica… Come rimanere insensibili dinanzi al grande “Be” degli svedesi Pain Of Salvation, un disco incredibilmente maturo e complesso? Da dedicargli più di un ascolto! Eppoi il debutto su lunga distanza per la nuova goth-sensation Ordeal By Fire, in grado di spazzare letteralmente via legioni di farseschi omologhi prodottucoli stranieri? E l’arcano “Reviviscence” dei Time Machine, ancora una volta dedicato ad Eymerich (e si attende la parte tre!), l’umbratile “Implosion” degli Univers Zero, ma questi si che sono dei Maestri! Doveroso pure segnalare l’ottimo “Dark Matter” dei neo-progressivi IQ, disco di grande presa emotiva. Ed il 2005 incombe!

Album


  1. Pain Of Salvation: Be
  2. Time Machine: Reviviscence (Liber Secundus)
  3. Univers Zero: Implosion
  4. Ordeal By Fire: Untold Passions
  5. IQ: Dark Matter

Libro


L’ultimo demiurgo e altri saggi lovecraftiani di Turris & Sebastiano Fusco

Kaonashi
ovvero il film (tit. it. “The call – non rispondere”) del prolifico Miike Takashi incredibilmente sugli schermi di tutta Italia. Il titolo significa “c’è una chiamata”, la storia è un mix di RINGU, classici film dell’orrore giapponese (la classica yuki-onna -lunghi capelli neri che coprono il viso), film horror cult italiani, … e un po’ di Miike.
Direi che il film è da vedere perché
-se non ha i mai visto un film di Miike, allora vedi questo. Tutto quello che vedrà dopo di Miike sarà migliore
-se hai già visto film di Miike e non sei proprio un appassionato, questo comunque è un horror onesto, ci sono cose interessanti
-se sei un appassionato di Miike, è un must
-se non ti piacciono i film giapponesi, quelli di horror etc. faresti meglio ad uscire di casa, perché non provare qualcosa di nuovo?
certo non è “Dead or alive” (Hanzaisha), non è “Ichi the killer” (Koroshi ya ichi), neanche un’altro dei 60 film che finora ha fatto. Altrimenti non lo avrebbero distribuito nelle sale…un Miike un po’ addomesticato? Forse…aspettiamo “Izo”

Se potessi scegliere un genere diverso, direi (in ordine)
-2046
-Zatoichi
-Akarui mirai
-Tasogare Seibei

non so so ho infranto qualche regola, ma d’altronde le regole sono fatte per essere infrante.
Per la musica, la colonna sonora del film tratto dal romanzo di Kawabata (quello di “Yukiguni” il paese delle nevi di struggente nostalgia), di certo lontano dai tipici adattamenti in stile kabuki di altri jidai-geki, è un mix di suoni tradizionali (il flauto di bambù, shakuhachi, il koto, percussioni giapponesi) e moderni per una musica evocativa, immaginifica. Tradizionale e moderno che colgono con precisione l’intima immagine del Giappone.

Album


  1. In the Nursery: A page of madness (kurutta ippeiji)

Film


Chakusin ari di Miike Takashi

Manfred
Eccoci anche quest’anno a dover scegliere fra le disordinate emozioni di un anno.
Per la musica la mia scelta è andata ai due dei pochi gruppi ascoltati quest’anno che mi hanno restituito un pò di sana, immediata (ed oscura ) potenza rock, e ad una delle realtà pioneristiche della scena italiana.
Per quanto riguarda i concerti, mi sono reso conto che anche nell’anno passato mi sono tenuto lontano dall’ambiente, diciamo così, “di genere” per orientarmi verso altre esperienze (come sempre la musica barocca su tutte).
Al cinema, la mia preferenza è caduta sullo splendido film di M. Night Shyamalan, che pur non essendo perfetto, risalta per originalità, coraggio, e per lo strepitoso virtuosismo formale. Mi sento inoltre di fare una menzione per “L’uomo senza sonno” di Brad Anderson ed il neo-argentiano “Occhi di Cristallo” di Eros Puglielli, accomunati dal fatto di trarre linfa vitale dagli investimenti e dal patrimonio tecnico dai coraggiosi protagonisti della new wave del cinema fantastico spagnolo. Ancora un cenno inoltre per “2046” di Wong Kar Wai e per lo straordinario “Ferro 3” di Kim-ki-duk, due perle di una vera e propria invasione di prodotti estremo orientali, non tutti invero della stessa caratura.
In letteratura, una vera sorpresa è stato il primo romanzo di Michel Faber, autore del best seller “Il petalo cremisì e il bianco”, uscito nel 2000 e pubblicato solo nel 2004 da Einaudi. “Sotto la pelle” è sorprendente: estremo, surreale, irraccontabile, lisergico, gore; ma anche un poetico apologo morale.
Spiace anche quest’anno non potere ufficialmente nella playlist il teatro; le folgoranti visioni di Romeo Castellucci e della sua Sociétas Raffaello Sanzio vi avrebbero avuto un posto d’onore

Album


  1. Cadaveria: Far Away from Conformity
  2. Haggard: Eppur si muove
  3. Monumentum: Metastasi

Libro


Sotto la pelle di Michel Faber

Film


The Village di M. Night Shyamalan

Mircalla
Tra i CD usciti quest’anno ho amato tantissimo il lavoro degli Irfan, un nuovo gruppo proveniente dalla lontana Bulgaria, scoperto dalla casa discografica Prikosnovénie, che mescola in modo mirabile canzoni della tradizione locale con sonorità eteree all’altezza dei grandi maestri Dead Can Dance. Molto buono anche il nuovo CD degli In Slaughter Natives che si dimostrano sempre i più grandi nel creare atmosfere industriali grandiose, coinvolgenti e plumbee, e non deludono nemmeno i Rammstein che riescono a mettere insieme un album molto gradevole nel loro tipico stile, senza mai un momento di cedimento. Seguono nella mia playlist il lavoro che segna il ritorno dell’amato Morrissey ad alti livelli compositivi ed emozionali, dopo tanti anni di limbo, ed infine la compilation doppia edita dalla Cold Meat Industry, una vera summa di musica industriale ed eterea da non lasciarsi sfuggire.

Tra i libri mi ha particolarmente colpito e impressionato Persepolis, non un romanzo bensì un fumetto autobiografico dell’autrice Mariane Satrapi, che narra la sua difficilissima infanzia in Iran e che con un piglio sempre ironico e anticonformista racconta gli episodi più tragici della storia recente del suo paese, condendoli di humour nerissimo.
Non sono molti i film usciti quest’anno che mi hanno particolarmente convinto ed entusiasmato; tra questi alla fine scelgo Hero, un wu xiao pian davvero raffinatissimo e spettacolare, con una storia ambientata nell’antica Cina che muta a seconda di chi la racconta, lasciando spazio a fantastici duelli costruiti con elegante ricerca di colori e di forme.
Infine i concerti: purtroppo quest’anno (causa bimbo in arrivo) ne ho potuti seguire davvero pochi, per cui la mia scelta ricade su quello dei Pankow che ho visto un anno fa a Prato e che segnava il loro ritorno sulle scene dopo lungo tempo. Mi ha molto colpito l’espressività quasi animalesca ma davvero molto coinvolgente del cantante che dà grande forza ed energia ai singoli brani e la capacità di tutti i musicisti di creare quasi improvvisando sonorità industriali che gli anni non hanno fatto invecchiare.

Album


  1. Irfan: Irfan
  2. In Slaughter Natives: Resurrection: The Return of a King
  3. Rammstein: Reise Reise
  4. Morrissey: You Are The Quarry
  5. AA.VV.: Flowers made of Snow

Concerto


Pankow a Prato

Libro


Persepolis di Mariane Satrapi

Film


Hero di Zang Yimou

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