Theodor Bastard: Pustota

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Ver Sacrum Per quanto mi riguarda, pur essendo il progetto Theodor Bastard attivo già da diversi anni, questo CD rappresenta il mio primo contatto con esso; credo valga la pena spendere due parole sulla sua storia, visto che potrebbe essere nuovo a qualcun altro oltre me: inizialmente costituito dal solo Fedor Svoloch e dedito ad una forma musicale tipicamente dark ambient, ha con il tempo acquisito nuovi strumentisti, e con essi nuovi elementi musicali; ultima ad entrare nella formazione è stata la notevole vocalist Yana Veva. Ciò che colpisce immediatamente nel sound del gruppo di San Pietroburgo è la ricchezza di influenze e la pienezza del suono: si va dal rumore di fondo dell’industrial d’ambiente alla musica mediorientale, dal trip hop alla musica etnica di provenienza difficile da valutare. I vari elementi sono fusi in un connubio intenso e ben orchestrato, di impatto notevole e che colpisce fin dal primo ascolto. Una bellissima miscela di suoni principalmente elettronici, ricca di un fascino arcano ma allo stesso tempo ritmica e sanguigna, piacevole da ascoltare ma che spinge anche a seguire il ritmo, mai forzato né esclusivamente danzereccio. Notevoli le doti vocali della cantante, di chiara ispirazione orientale, che aleggia sull’infrastruttura strumentale che simula i suoni del sitar o di strani fiati provenienti da paesi lontani, il tutto accostato, ad esempio, alle svisate di chitarre elettriche che, incredibilmente, non stonano affatto con il resto. L’impressione è quella di ritrovarsi improvvisamente in una sorta di moderno caravanserraglio in cui si sta svolgendo una festa, nel punto di contatto tra la cultura dell’Oriente e quella dell’Occidente. Sul dischetto è anche presente una parte multimediale, una sorta di versione ridotta del sito del gruppo, contenente informazioni, contatti ma soprattutto due video del brano “Pustota”: uno è un filmato realizzato con tecnologie tipicamente web, che definire angosciante è poco. L’altro è un video live che rende abbastanza bene l’idea di quale fascino possa essere raggiunto da un concerto di questo gruppo russo: sarò ripetitivo, ma è questo il paese che sta riservando le sorprese migliori negli ultimi anni. Un lavoro assai interessante, di cui mi sento di consigliare caldamente l’acquisto a chiunque ami le sonorità più mediorientali del genere ethereal e non abbia paura di ascoltarlo affiancato a strutture ritmiche e sonore più solide e moderne. A mio personale giudizio, questo è il gruppo rivelazione dell’anno.

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