Diary of Dreams: Menschfeind

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Ver Sacrum La trilogia di “Nigredo”, aperta dal singolo “Giftraum” e proseguita con l’album omonimo, si chiude ora con il mcd “Menschfeind”, un lavoro che si mantiene sull’ottimo livello dell’album a testimoniare per l’ennesima volta la classe ed il talento compositivo di Adrian Hates. Musica ed immagini (bello ed inquietante l’artwork del cd, con un bambino che indossa un pigiama imbrattato di sangue e sul volto porta una maschera del tutto simile a quella di Hannibal Lecter ne “Il silenzio degli innocenti”) ci portano ancora una volta nel mondo onirico ed inquietante di Adrian Hates. Canzoni assai oscure, dalla atmosfere claustrofobiche che solo nei brani “Menschfeind” e “The cage” concedono spazio a refrain di piu’ facile fruizione. Sicuramente un lavoro tematico, in cui il numero 5 ha una figura portante (ricorre nei testi di alcuni dei 7 brani che compongono il mcd, nel booklet si sottolinea che il bambino dell’artwork ha 5 anni, ed il brano che chiude il disco s’intitola “Pentaphobia”); decisamente un disco che, piu’ ancora dell’album “Nigredo” fuga ogni dubbio riguardo una presunta svolta elettronica dei Diary of Dreams; è innegabile che album come “One of 18 angels” e “Freak perfume” fossero piu’ “accessibili” rispetto ai lavori precedenti della band tedesca, ma parlare dei Diary of Dreams come gruppo “elettro”, mi pare assai fuori luogo, ed anzi, “Nigredo” e “Menschfeind” ci proiettano nel buio piu’ profondo.

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