Soulscape: Grave New World

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Ver Sacrum Gli americani Soulscape si cimentano in un mellifluo ed ammiccante goth-rock destinato ad accattivarsi le simpatie di tutti coloro che subiscono il particolare fascino emanato da notabilissimi insiemi quali Faith And The Muse (nella loro versione più movimentata), The Wake e fratellini vari. “Grave new world”, dopo un reiterato ascolto, risulta comunque convincente, in virtù di alcune tracce davvero incisive quali “First blood” e la ritmicamente sostenuta “You are my disease”. Se il cantante Mel Draper è dotato di una bella voce richiamante a tratti il vizioso Dave Vanian, il suono risulta pur troppo carente in profondità, anche a cagione di una drum-machine eccessivamente plastificata (dovrebbe forse andare a lezione da… Doktor Avalanche!). Anche le chitarre del buon Michael Verzani non riescono sempre a graffiare a dovere, rimanendo sovente relegate in secondo piano. Peccato, perchè brani come “Rise again” meriterebbero migliore valorizzazione, ed una sei corde più incisiva ne acuirebbe la presa. Si dimostra all’altezza del compito il bassista Sam Ruppert, non un fantasista, essendo il suo apporto inquadrato e devoto al ruolo che il genere impone allo stromento, ma importante tassello nell’economia del suond del gruppo. “The crossing” è incursione nell’elettro di maniera, carino ma nulla di trascendentale, mentre decisamente riuscita risulta la sisteriana “We are your kings”, destinata ad elevare il tenore del disco in virtù di una eccellente prova corale: ottimo il cantato di Mel, belle le trame chitarristiche, basso pulsante , drum machine finalmente centrata. Seguono “Under the sun”, “Hearts are hollow” e “Torment” (l’ultima risulta la migliore del valido terzetto), le quali preparano il terreno alla conclusiva title-track, impreziosita dall’intervento dell’illustre ospite Monica Richards (sua l’intro recitata). Decisamente un gran finale, essendo questa traccia una dolente ballad. “Grave new World” non è certo opera fondamentale, ma sicuramente ai Soulscape va riconosciuto l’impegno profuso. Grafica spartana ma efficace.

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