Moby: Hotel

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Ver Sacrum Diciamoci la verità, anche la canzone più bella diventa insopportabile se la si sente tutte le volte che si accende la televisione, soprattutto se ciò che ci viene proposto è sempre (e solo) la parte del ritornello… Proprio questo è successo con “Lift me up”, un brano che di per sé sarebbe anche abbastanza geniale, ma che avevo iniziato ad odiare ben prima di capire che si trattava di una creazione di Moby! Che altro dire, spero solo che questo disco non subisca il trattamento riservato a Play, che praticamente è stato utilizzato quasi per intero per pubblicità e nefandezze varie… C’è da dire che il musicista newyorkese, che certo non è uno stupido, è riuscito anche stavolta ad accontentare un po’ tutti i gusti, vale a dire quelli di persone che la musica la “guardano” sempre con occhio critico, ma anche quelli di coloro che la “subiscono” passivamente, buttandosi a pesce su ciò che è più trendy in un determinato momento. È quindi probabile che i secondi verranno particolarmente attirati da episodi “easy” e per certi versi commerciali come la già citata “Lift me up”, la maliziosa “I like it” o la solare “Beautiful”, mentre i primi apprezzeranno di più il fatto che molti pezzi hanno un gusto rétro e rimandano a certe sonorità degli anni settanta/ottanta. In particolare mi riferisco a “Temptation” (che fa parte della categoria perché è la cover di una canzone dei New Order, e non per il sound che la caratterizza in questa versione…), “Where you end”, “Very”, “Spiders” e soprattutto all’ottima “Raining again”, una specie di incrocio tra la new wave inglese e gli LCD Soundsystem. Da notare che nell’album ci sono anche brani un po’ più anonimi, che tutto sommato potevano esser lasciati fuori: uno di questi è il mieloso “Dream about me”, ma anche “Love should” e “Slipping away” appaiono abbastanza slegati dal contesto di cui fanno parte. Quello che è certo è che non si può parlare di un brutto lavoro, anzi direi che ancora una volta Moby ha dimostrato di possedere un talento musicale abbastanza fuori del comune…

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