Mind In A Box: Dreamweb

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Ver Sacrum Ad un anno di distanza dal loro ottimo album d’esordio “Lost alone”, tornano i Mind in a Box, con il nuovo “Dreamweb”, un disco che conferma il talento e l’originalità di questo combo austriaco, fautore di un sound elettronico molto particolare. Non è raro imbattersi in buoni dischi di debutto, ma poi spesso alla riprova del secondo disco ci si trova davanti a prodotti deludenti… non è questo il caso, visto che “Dreamweb” è per me superiore al già ottimo primo disco. Il titolo del cd è abbastanza esplicativo delle atmosfere e delle tematiche che costituiscono l’opera: un percorso “onirico” attraverso sogni ed incubi cibernetici (che dire di un titolo come “Lament for lost dreams” ?), testi sempre improntati all’introspezione ed una tristezza di fondo che ammanta tutto il cd. Prevalgono le atmosfere ovattate ed avvolgenti, ma non mancano lampi di irruenza, come la chitarra che fa capolino in “Machine run”; “Dead end” è un altro brano decisamente energico e che ben figurerebbe sui dancefloor, ma i punti piu’ alti del disco sono costituiti dal singolo “Certainty”, da “Sun and storm” (già inclusa sulla compilation “Septic vol.5”), “Loyalty” e “Between worlds”; ancora una volta molto particolare l’uso della voce (uno dei trademark di Mind in a box), ora naturale, ora effettata, usata alternativamente a sottolineare le diverse atmosfere dei singoli brani o per creare suggestivi duetti come nel brano “The dream”. “Dreamweb” si articola in 12 episodi e posso ben dire che si tratta di un disco che mantiene alto il livello dei brani che lo compongono dall’inizio alla fine (non a caso le ho citate quasi tutte), cosa sempre piu’ rara di questi tempi e che me lo fa considerare come una delle migliori release elettro di quest’anno. Un disco di ottima musica elettronica che (pur possedendo brani ballabili) va gustato in ogni sua sfumatura in ascolti solitari, lontano dal clamore delle discoteche.

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