Olen'K: Silently noisy

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Ver Sacrum Nome assolutamente nuovo, almeno per quanto mi riguarda, quello del gruppo francese che incide il suo primo CD di lunga durata per la Cold Meat Industry; si tratta di un’uscita decisamente atipica per l’etichetta svedese, che abitualmente pubblica lavori che spaziano dall’ambient scurissima alle forme più possenti e marziali delle moderne tendenze industriali oppure sonorità eteree con forti ispirazioni alla musica classica o medievale. Gli Olen’K provengono da Limoges e sono un trio, anche se in quasi tutti i brani di questo CD è presente una seconda voce femminile; la loro proposta è costituita da una fusione di sonorità eteree con suoni etnici ispirati alla musica mediorientale; saltuariamente compiono incursioni nel mondo wave e shoegazer ma non solo, visto che a tratti mi hanno fatto pensare a Bjork (la parte introduttiva di “Rêve Éveillé”). Mescolare così tante influenze può essere alquanto pericoloso e difficile da gestire; il trio non se la cava malissimo, anche se non tutto il materiale contenuto nel CD è esattamente all’altezza: da un lato trovo che il CD sia troppo eterogeneo; dall’altro le varie influenze vengono fuori in maniera troppo evidente e poco filtrate. Trovo che alcuni brani, come l’introduttiva “Season of tears”, “Silencio” e “Obscura luz” siano effettivamente belli ma, forse, poco originali (nella seconda in particolare, gli Ataraxia sono decisamente troppo presenti); in altri casi, come nelle successive “How Hard” e “She’s dead” si fanno sentire le influenze wave ma nella prima delle due, in maniera non del tutto convincente. Anche i brani dai ritmi più orientaleggianti sono abbastanza belli ma, alla lunga, possono risultare un po’ piatti. C’è da dire che, trattandosi di un esordio sulla lunga distanza, nel complesso non ci si può lamentare anche e le premesse sono buone: di carne al fuoco ce n’è tanta, bisogna solo trovare le spezie giuste per condirla e amalgamare un po’ meglio i sapori.

TagsOlen'K
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