Painbastard: Overkill

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Ver Sacrum Mi ero avvicinato con sospetto al primo album di questo progetto tedesco, poichè il nome mi sembrava piu’ adatto ad una band metal che non ad un elettro-act ed invece “Skin on fire” si rivelò un signor disco, che se non faceva dell’originalità il suo fiore all’occhiello, aveva comunque il pregio di contenere ottimi brani di EBM dura ed aggressiva, dal battito incalzante, con testi carichi di rabbia ma anche di tristezza e nostalgia (come dimenticare il disincanto e la rabbia della delusione amorosa espressa in “Disappointment” ? ). Tante buone premesse vengono ribadite nel nuovo album “Overkill”, un disco ancora piu’ cupo ed “incazzato” del suo predecessore: la voce (come prevede il cliché dell’harsh-elettro) è sempre piu’ roca e dura, il battito sempre piu’ incalzante (ma sostenuto da trame melodiche interessanti); opera che quindi è consigliata per tutti gli “orfani” di Wumpscut. Painbastard non vuole lasciare ai soli Retrosic il compito di surrogare il sound di cui Rudy Ratzinger fu uno dei piu’ illustri esponenti e quindi “scende in campo” con brani come “Final day” (tra le tante “bombe” dell’album, la mia preferita), “System failed”, “Todesengel”, “23.55 uhr” o “Nervenkrieg”, brani “muscolari”, ad alto tasso di BPM, che compensano con grinta e ritmo ciò di cui mancano in sede di originalità; caratteristica quest’ultima che va a farsi benedire anche in “The face of war”, aperta dall’inflazionatissima sirena d’allarme antiaereo, ma che fortunamente si sviluppa poi in maniera autonoma e piacevole. Non mancano momenti come “Innocence”, che dopo un inizio sommesso e con uno scontato (ma sempre efficace) testo recitato in tedesco, esplode in tutta la sua potenza e forza distruttiva o l’opener “Eternity”, un brano che paga pegno alla lezione degli Enigma. “Overkill” è un disco onesto e ben strutturato, che non si ripromette d’indicare nuovi orizzonti nell’ambito dell’elettro-sound: preferisce solcare percorsi già noti, ma lo fa con indubbia efficacia e tanto basta.

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