Ataraxia/Autunna et sa Rose: Odos eis Ouranon - La via verso il cielo

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Ver Sacrum Il 31 maggio del 2003 gli Ataraxia e gli Autunna et sa Rose si esibirono insieme in una chiesa di Rovigo, proponendo ai fortunati spettatori due performance speciali, improntate sul lato acustico della loro musica. Due anni dopo, da quell’evento l’etichetta portoghese Equilibrium Music fa uscire Odos Eis Ouranon in versione doppio CD, ognuno dedicato ad un gruppo, in una confezione davvero strabiliante. Al di là dell’occasione comune da cui sono nati, a tutti gli effetti i 2 CD in esame sono completamente indipendenti tra loro, tanto che sono stati battezzati con nomi diversi (Strange Lights per gli Ataraxia, Logos per gli Autunna et sa Rose): vale la pena quindi di analizzarli separatamente. Strange Lights mi ha assolutamente entusiasmato: oltre a 2 bei pezzi inediti, gli Ataraxia hanno riproposto 10 brani vecchi del loro ormai ricchissimo repertorio nella forma con cui erano stati proposti nel concerto di Rovigo. Il tutto è stato però registrato nuovamente in studio in un arrangiamento minimale ed emozionante incentrato sul suono splendido di un pianoforte a coda. Sono tutti brani che conosco bene, essendo ormai da oltre 12 anni un ammiratore del gruppo (in assoluto gli Ataraxia sono la band che ho visto più spesso dal vivo: oltre 20 volte!) ma in questa nuova forma le canzoni hanno assunto un nuovo, stupefacente carattere. I brani sono stati ristrutturati con arrangiamenti acustici, tanto eleganti quanto rigorosi: il gruppo ha fatto a meno degli strumenti elettrici/elettronici e ha eliminato completamente il gusto un po’ barocco con cui talvolta ha presentato i suoi pezzi nel disco. I brani appaiono così puri, privi di ogni strato sonoro superfluo, magnifici nella loro semplicità e nell’estrema eleganza. L’effetto su di me è stato paragonabile all’incontro con un vecchio amico dopo anni di lontananza per scoprire che l’affinità del passato non è andata perduta. Da questo trattamento pezzi come “Bonthrop”, “Tu es la force du silence” o “Les tisseuses lunaires” (il brano con cui conobbi gli Ataraxia) rinascono e acquistano nuova forza e un’incredibile, ulteriore, bellezza. Doveroso infine menzionare l’ottima performance dei musicisti, ovvero il nucleo storico con Francesca, Vittorio e Giovanni e il nuovo aggiunto, Riccardo Spaggiari, alle percussioni. Davvero un eccellente disco, indubbiamente una delle migliori uscite dell’anno. Lo stesso entusiasmo non riesco invece a manifestarlo per gli Autunna et sa Rose, sebbene Logos sia indubbiamente un album valido. Il CD contiene proprio la registrazione del concerto di Rovigo, in cui gli Autunna et sa Rose hanno proposto, in una formazione minimale con pianoforte, violoncello e voce maschile/femminile, 9 brani tratti dai loro 3 album più una cover degli Ataraxia e una dei Tuxedomoon. La musica del gruppo, in particolare in questa veste, si muove nei territori della musica classica d’avanguardia. A volte le loro canzoni possono apparire fredde e anche un filino pretenziose, in particolare quelle declamate da Saverio/Disorder (ad esempio l’iniziale “L’art et la mort”), ma accanto a questi momenti il gruppo riesce a produrre anche delle bellissime melodie, dolci e struggenti, impreziosite dalla stupenda voce da soprano di Sonia Visentin. Basti ascoltare ad esempio “Slow Rain” in cui la cantante si esibisce davvero in una magistrale interpretazione. Si tratta di un album che non è riuscito a conquistarmi subito, anzi all’inizio lo avevo etichettato come troppo cerebrale e noioso, ma dopo ripetuti ascolti ho finito per apprezzarlo maggiormente: per quanto alla fine non si tratti di una musica congeniale alle mie “corde” devo senz’altro dare atto alla qualità, e anche all’originalità, della proposta degli Autunna et sa Rose. Odos Ein Ouranon è quindi un doppio CD molto interessante che non deluderà di certo gli appassionati della musica eterea.

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