Nik Page: Sinmachine

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Ver Sacrum “Sinmachine” è il secondo album per l’ex leader dei Blind Passenger; un disco assolutamente gradevole e tipicamente “tedesco” nel suo stile che fonde elementi rock,gothic ed elettro, un “minestrone” che può rimandare a Rammstein, Oomph o tanti altri gruppi osannati in Germania (e non solo). La ricetta di Nik Page è tanto banale quanto efficace, producendo brani assolutamente godibili che si ascoltano in maniera assai gradevole; ad impreziosire il tutto, una serie di “guest” di tutto rispetto, dai Tanzwut/Corvus Corax a Eva Poelzing (vocalist dei Blutengel), da Joachim Witt agli Angelzoom, sino a Dirk Scheuber (Project Pitchfork). Visto che il ragazzo non è stupido, il prodotto viene arricchito da un’aurea di sesso piuttosto esplicita (d’obbligo, per il pubblico maschile, una visita al sito internet della band) a cui ben contribuisce la chittarista/vocalist Dara Pain. Come detto, sono diversi i brani del disco meritevoli di citazione, dallìiniziale “Herzschlag” a “Bad Karma”, da “Road of damnation” a “Dein Kuss”, mentre “Sin City” mi colpisce piu’ che altro perchè effettivamente Nik ed i componenti della sua band sembrano usciti proprio dalle pagine dell’omonimo film/fumetto. Un disco piacevole, ma dallo spiccato gusto teutonico, per palati quindi non troppo fini.

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