Ladytron: The Witching Hour

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Ver Sacrum Siamo a Settembre ed ho già iniziato a pensare alla consueta Top 5 dei migliori album dell’anno; un posto in tale personale classifica sarà quasi certamente occupato da questo disco: “The witching hour”, terzo album dei Ladyton è un disco semplicemente magnifico (decisamente il migliore della loro piccola discografia) in cui la band britannica, autentica “icona” dell’elettroclash, allarga i propri orizzonti musicali, affiancando le chitarre ai sintetizzatori, dando ai brani un sound maggiormente “indie”, o come dicono gli esperti del settore “shoegaze”. L’identità del sound dei Ladytron è comunque intatta e basta ascoltare “International dateline” (terza traccia dell’album) per rendersene conto: siamo al cospetto di uno dei migliori brani del cd, una canzone nel loro tipico elettro-sound. L’iniziale “High rise” e “Sugar” (primo singolo estratto dall’album) sono invece due tra le canzoni che maggiormente sottolineano le novità nel sound del quartetto di Liverpool. Ma è con “Destroy everything you touch” (secondo singolo estratto dall’album) che ci si innamora definitivamente del nuovo corso Ladytron: un pezzo che da solo vale l’acquisto del disco, un brano semplicemente perfetto, che entra immediatamente nel cervello e che si ascolterebbe all’infinito. Da sottolineare anche le fredde atmosfere notturne di “Soft Power”, mentre la bizzarra “Fighting In Built Up Areas” (cantata in bulgaro, lingua natale di Mira Aroyo) fa da spartiacque tra la prima e la seconda metà del disco; in quest’ultima troviamo alcuni tra i migliori episodi del disco, come “Last one standing”, la frenetica “Weekend”, la crepuscolare “Beauty” e “White light generation”, uno dei pezzi in cui è piu’ marcata l’innovazione stilistica che contraddistingue “The Witching hour”. Come già detto in apertura di recensione, siamo al cospetto non solo del miglior album dei Ladytron, ma di uno dei migliori album del 2005!

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