The Departure: Dirty words

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Ver Sacrum Ultimamente la scena alternativa inglese sta proponendo un numero impressionante di nuove formazioni piuttosto valide, e i giovanissimi The Departure sono senza ombra di dubbio una di queste. Il quintetto di cui sto parlando proviene da Northampton e sembra avere tutte le carte in regola per poter piacere agli appassionati di (brand) new wave (categoria di ascoltatori che comprende sia coloro che considerano tali sonorità come qualcosa di nuovo, sia tutti quelli che invece le hanno già apprezzate/ascoltate nel corso degli anni ottanta…). Il loro Dirty words gode di una produzione davvero eccellente (ad opera di Steve Osborne, già collaboratore di gruppi come New Order, Placebo e Suede), che ne esalta il dinamismo e conferisce spessore agli undici brani inclusi: in generale si tratta di canzoni piuttosto immediate e abbastanza fresche, nelle quali spiccano le linee melodiche create dalle chitarre ma anche la voce di David Jones, che per certi versi è un po’ fuori della norma. La timbrica di questo cantante si adatta benissimo al contesto musicale creato dal resto della band, ma in più egli si fa notare anche per il suo particolare accento (giusto per fare dei paragoni provate a pensare ai Subsonica e a quanto l’inflessione dialettale di Samuel caratterizzi le loro song…) e per l’interpretazione, davvero convincente a mio avviso. Il mix tra brit pop e wave cui sono dediti i Departure riesce a catturare fin dalle prime battute e pur rimandando a cose piuttosto familiari (vale a dire al sound di gente come Blur, Echo & The Bunnymen o Cure) non arriva mai a sembrarne una brutta copia, anzi certe similitudini sono anche interessanti da notare perché, diciamoci la verità, è bello sentire gruppi che riescono a far tesoro dell’insegnamento di alcuni loro illustri predecessori e a riproporre in chiave più moderna ciò che hanno imparato! Tra i pezzi da segnalare ci sono senz’altro i già famosi (e ottimi) “All mapped out” e “Lump in my throat”, ma anche episodi come “Changing pilots” (contraddistinto da atmosfere piuttosto oscure), “Just like Tv” (a metà strada tra gothic e emo!!), “Only human” (brano in stile Interpol) e molti altri hanno un notevole fascino, tanto da far pensare che se questo quintetto continuerà nella direzione intrapresa probabilmente raggiungerà traguardi ragguardevoli nel giro di pochissimo tempo!

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