The Frozen Autumn: Is anybody there ?

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Ver Sacrum Sarà un caso che il nuovo album dei Frozen Autumn sia stato pubblicato pochi giorni prima del 21 settembre (inizio dell’Autunno)? Al di là di queste curiosità, trovo che poche bands abbiano un nome così ben rappresentativo della musica che propongono; la musica dei Frozen Autumn incarna perfettamente il gelo (l’artwork del cd è esemplificativo in tal senso) e gli stati d’animo che si è soliti associare alla stagione autunnale: malinconia e decadenza. Le dieci nuove tracce (oltre a due remix a cura di Clan of Xymox e Dust of Basement) di “Is anybody there?” sono ancora una volta dei perfetti esempi di cold-wave fredda ma passionale; musica elegante nei canoni tipici del duo torinese, debitore della lezione dei maestri/amici Clan of Xymox. Si ascolti in particolare l’inizio di “Static Cold” (a mio avviso una delle migliori tracce del disco) e si noti la sua forte somiglianza con “Stranger” della band di Ronny Morings. Rispetto ai lavori precedenti possiamo forse riscontrare in alcuni brani, una maggiore propensione “dance” (virgolette quanto mai d’obbligo); mi riferisco in particolare alla già citata “Static Cold”, a “Faceless Names” ed “Ashes”. La pacata “Oblivion” rappresenta un intervallo prima di una strepitosa sequenza, all’insegna della miglior new-wave (arricchita di elementi dance) rappresentata dalle ottime “Venetian Blinds” (la migliore dei quattro brani cantati da Arianna), “Guardian Angel” e “Concavo-Convex”. La conclusiva “Citywards” ci porta in atmosfere rarefatte ed intime, tra freddi synth ed un ancor piu’ freddo violino. Semplici bonus i due remix già citati in precedenza; poco aggiungono ad un disco già ottimo che conferma la grande classe del duo torinese. Dischi come questo danno lustro alla musica italiana.

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