The Futureheads: The futureheads

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Ver Sacrum L’incontro tra i membri dei The Futureheads è avvenuto qualche anno fa grazie ad un progetto statale senza scopo di lucro della città di Sunderland (Uk), che mirava a creare un luogo di aggregazione per i giovani abitanti di quella zona e a coinvolgerli in attività inerenti all’ambito musicale. Il quartetto ha realizzato il primo demo nel 2000 e ha poi iniziato a esibirsi dal vivo, anche se i primi show erano a dir poco brevissimi (pare infatti che non durassero più di quindici minuti!!). Nessuno dei componenti della band aveva mai pensato di poter diventare famoso, né si era mai impegnato per esserlo, ma la pubblicazione di singoli come “First day” e “1,2,3 – Nul” ha fatto sì che la stampa britannica iniziasse ad occuparsi di loro e a farli conoscere al grande pubblico. Nel 2005 è uscito l’omonimo album di debutto, che si inserisce nel filone brand new wave e che, di conseguenza, si presta ad essere paragonato ad altri lavori simili pubblicati di recente nel Regno Unito. È perciò opportuno sottolineare che esso mi è parso un po’ meno brillante di altre cose ascoltate ultimamente, anche se non si può certo parlare di canzoni brutte o poco curate… In poche parole i quattro hanno mostrato di avere buone capacità compositive ed esecutive, ma non sono riusciti a creare brani davvero efficaci, di quelli che ti colpiscono fin dalle prime battute. Insomma, i pezzi inclusi nel cd sono carini e abbastanza piacevoli, ma non sono “travolgenti” e non hanno quella carica che invece caratterizza tutte le composizioni di gruppi come Maxïmo Park e Bloc Party. Ho fatto questi due nomi perché i Futureheads hanno parecchie cose in comune con essi, in particolar modo il fatto di essere stati molto influenzati dal post-punk inglese. Il punto è che però la musica dei primi due, nel complesso, è più fresca e originale di quella dei ragazzi di Sunderland, e risulta di qualità superiore perché propone un abbinamento a dir poco perfetto tra il vecchio e il nuovo. Tale abbinamento è riuscito forse un po’ meno bene agli autori di questo disco, e infatti le loro canzoni appaiono un po’ tutte uguali, oltre a dare l’impressione di essere contraddistinte da suoni troppo datati. Come dicevo in precedenza la band ha senz’altro un grosso potenziale, che magari in futuro potrebbe permetterle di fare un bel salto di qualità, ma per il momento non è tra quelle che consiglierei maggiormente a coloro che si stanno appassionando alla “nu” new wave…

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