Fields of the Nephilim: Mourning Sun

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Ver Sacrum Stavolta è vero, i Nephilim di Carl Mc Coy sono veramente tornati. A 14 anni da Earth Inferno e a 9 da Zoon, opera a nome Nefilim che ha rappresentato la prima avventura di McCoy senza i suoi storici compagni, c’è stato prima il silenzio, poi l’annuncio della reunion con parte dei membri originari e infine un disco controverso come Fallen, disconosciuto dallo stesso McCoy in quanto trattasi di un assemblaggio di demo licenziato dalla Jungle Records per motivi tutt’altro che artistici. Dopo tutto questo, le aspettative per Mourning Sun erano ovviamente altissime e devo dire che fortunatamente l’opera si è rivelata all’altezza della fama del gruppo. Si tratta di un disco solidissimo e molto ispirato, di fatto una sorta di “solo album” di McCoy che si è avvalso di non meglio identificati “ghost musicians”, estranei alla formazione originaria dei Nephilim, per produrre un’opera concepita, composta e in buona parte suonata da lui stesso. Sicuramente è un lavoro piuttosto “tradizionale” nei suoni, e non ha quella carica innovativa che ad esempio aveva Zoon, in cui si sperimentò in tempi non sospetti a unire gotico, industrial e metal in un miscuglio che all’epoca risultò indigesto a molti. Mourning Sun da questo punto di vista si propone come la continuazione ideale di Elizium con qualche tratto più duro ereditato da Zoon: è una summa del suono Nephilim più puro, proposta dall’unico che a ben vedere ha pieno diritto a “suonare” in questo modo. La marcia in più che ha Mourning Sun rispetto alle schiere di imitatori che i Nephilim hanno generato nell’arco di due decenni è la qualità delle canzoni qui proposte, che è davvero di un livello assai superiore, in particolare se confrontato con ciò che viene propinato oggigiorno in campo gotico. E’ un lavoro che alterna momenti più duri a parti intimiste: fra i brani di questo secondo tipo va citata la lunga “She”, che curiosamente comincia come “Last Exit for the Lost” ma cresce assumendo una sua personalità unica e che si rivela alla fine come uno degli episodi più convincenti del CD. Le recensioni che sono uscite finora su questo lavoro sono state alterne: io non ho dubbi e promuovo a pieni voti il ritorno dei Nephilim e vi rimando, per saperne di più, all’intervista esclusiva a Carl McCoy che pubblicheremo presto su questo sito.

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