Franz Ferdinand: You could have it so much better

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Ver Sacrum C’è poco da fare, i Franz Ferdinand sono dei furbacchioni, e di quelli con la effe maiuscola… Sono stati il fenomeno discografico del 2004 (per lo meno in ambito alternative rock) e hanno venduto un numero impressionante di copie del loro debut, per cui tutti li aspettavamo al varco e non vedevamo l’ora di scoprire cosa ci avrebbero proposto in You could have it so much better. Tra l’altro l’inaspettato successo che hanno ottenuto ha fatto sì che una marea di giovani band britanniche seguisse le loro orme (se non fosse stato per i quattro ragazzi di Glasgow il “movimento brand new wave” avrebbe raggiunto ben più modeste dimensioni di quelle che ha attualmente!), ma Alex Kapranos e compagni devono aver pensato che ormai non gli conveniva più cavalcare la cosiddetta ” nuova onda”, e che forse era meglio dirigersi verso altri “lidi” musicali… Insomma, questo giro di parole serve più che altro a preparare i fan del gruppo alla notizia che il nuovo album è un po’ diverso dal precedente, e potrebbe pure lasciarli di stucco! L’impressione generale è che i brani in esso contenuti siano meno incisivi delle varie “Michael” o “Take me out”, difatti sono pochi quelli che colpiscono fin dalle prime note (eccezion fatta per la titletrack, per il singolo “Do you want to”, per “This boy” e per poche altre). Ascoltando le canzoni dell’esordio veniva subito da pensare ad una rivisitazione in chiave rock del materiale dei Talking Heads, ma adesso quel tipo di sound sembra ripresentarsi in versione “annacquata”, visto che la musica dei più recenti FF sembra anche essere influenzata da generi come il garage, il pop, il punk, il surf e la disco! Insomma, i pezzi di You could… sono un mix di stili vecchi e nuovi, e tra di essi troviamo anche qualche “simil-ballad” (vedi ad esempio le vagamente beatlesiane “Eleanor put your boots on” e “Fade together”), ma per fortuna non c’è l’effetto compilation e il tutto risulta piuttosto gradevole, anche se all’inizio è un bel po’ spiazzante. A questo punto però è lecito domandarsi perché i Franz Ferdinand siano cambiati così tanto, e credo che le risposte possano essere solo due… Episodi un po’ scialbi come “Outsiders” o “What you meant” farebbero pensare che il quartetto sia stato un po’ a corto di idee in certi momenti, ma (giusto per ribadire ciò che ho anticipato all’inizio) qualcosa mi dice che la virata verso sonorità diverse da quelle tipicamente anni ottanta sia una mossa commerciale ben studiata e atta a creare una sorta di nuovo trend, o per lo meno a far sì che la band non sia messa troppo presto nel dimenticatoio!! Al di là di tutte queste considerazioni bisogna comunque dire che il disco non è poi tanto male, e anche se rischia di deludere qualche fan della prima ora troverà di sicuro schiere di sostenitori tra coloro che, in campo musicale, seguono più che altro le mode del momento…

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