Miguel And The Living Dead: Alarm!!!

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Ver Sacrum Indubbiamente convincente il death-goth’n’roll imbandito dai pittoreschi Miguel and the Living dead, capaci di risvegliare legioni di eterni dormienti in forza delle insane ritmiche impresse ai loro brani, tutti dotati di una sinistra quanto efficacissima carica horrorifica. Il vocione declamatorio di Slavik guiderà schiere di zombies macilenti, vampiri arsi dalla sete di plasma, alieni clowneschi ed altre deformi creature in danze sfrenate, avvalendosi delle ragnatele sonike intessute dai suoi fedeli compari becchini, Nerve69, Killerklaus, Nuniek el Diablo e Goozzolini, degni partners-in-crime dell’inquietante e truccatissimo leader. Impossibile resistere alla forte carica dissacratoria di “Graveyard love song” o di “Salem’s lot”, ma non lasciatevi ingannare dal look caricatissimo da baraccone kitsch esibito con sfacciataggine dai cinque ceffi o dalla copertina forzatamente ispirata alle locandine di mezzo secolo fa (nulla è lasciato al caso…), i MATLD ci sanno fare, eccome, dichiarando una basilare conoscenza di Sex Gang Children ed Alien Sex Fiend, sapientemente cuciti a brandelli di The Misfits e miscelati con abbondanti dosi di buon punk settantiano di derivazione The Damned. E non mancano gli spunti geniali, come il riuscitissio psycho-western (!) “Train of the dead”, un brano trascinante che a tratti ricorda una traccia morriconiana servita in salsa horror. Finalmente una piacevole sorpresa, in grado di fornire nuova linfa vitale (considerato l’argomento, pare un controsenso…) allo stagnante movimento goth. Allora… keep on deathrockin’!

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