La Playlist 2005 della Redazione

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Con i migliori auguri di buon anno la Redazione di Ver Sacrum presenta le proprie scelte del 2005. Restate in attesa perché a giorni anche la Playlist di voi lettori sarà in linea. Buona lettura!

Ankh | Annadark | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Kaonashi | Manfred | Mircalla
Ankh
Anno abbastanza particolare per quanto mi riguarda. A livello musicale sono stati pochi i lavori che ho trovato eccezionali: proprio negli ultimi giorni ho avuto modo di ascoltare il CD che ho inserito al primo posto, nella speranza di non dover aspettare troppo a lungo per il prossimo lavoro di The Protagonist. Molto interessante anche il lavoro di The Evpatoria Report mentre il bellissimo quarto capitolo dei Qntal si è piazzato terzo solo perchè coperto dal cono d’ombra del precedente. Quest’anno ho voluto includere nella lista anche un gruppo di un genere, l’electro, per il quale ho generalmente poco interesse: i Siva Six, con i loro richiami “laibachiani”, hanno sicuramente attirato la mia attenzione.
Fuori classifica tre lavori che non ho potuto infilare tra gli altri: solo una citazione per un CD che non sono riuscito ad ascoltare ma che, probabilmente, avrebbe potuto far parte del gruppetto, ossia “The 13th hour” dei The Midnight Syndicate; il live a Milano dei Dead Can Dance, che ho ritenuto di non inserire per la particolarità del caso (hanno inciso un doppio CD per ogni concerto che hanno fatto); infine la bella ristampa del Giardino Violetto.
Pochi quest’anno anche i film: tra quelli che ho gradito, le due pellicole di Tim Burton, tra le quali ho scelto la dolce poetica della fiaba animata ai simmetrici meccanismi e al divertito cinismo del film. Per quanto riguarda le letture, mi sono permesso di inserire un romanzo dell’anno scorso ma di difficile reperibilità: un’opera bellissima, a mio modo di vedere. Sul concerto i commenti sono pochissimi: era l’esibizione del mio gruppo adorato e non poteva mancare in questa sede.
Per concludere, un ulteriore ricordo per John Balance, assente ormai da più di un anno e un commento speranzoso sul nuovo anno discografico, felicemente aperto dal nuovo CD degli Artica.

Album


  1. The Protagonist: Songs of Experience
  2. The Evpatoria Report: Golevka
  3. Qntal: Qntal IV – Ozymandias
  4. Dark Sanctuary: Exaudi vocem meam part I
  5. Siva Six: Rise new flesh

Concerto


Dead Can Dance – Milano

Libro


Del Morbo di Stefano Valente

Film


La sposa cadavere di Tim Burton

Annadark
Iniziamo con le uscite discografiche di quest’ultimo anno. Il 2005 ha segnato il ritorno di due gruppi fondamentali: NIN e Depeche Mode, due formazioni che ho amato fin dagli inizi della loro carriera e che continuano ad essere apprezzabili nonostante il passare degli anni e delle mode… Non potendo trascurare il Belpaese, voglio segnalare due gruppi emiliani: gli esordienti Offlaga Disco Pax che con Socialismo Tascabile ci raccontano in chiave new wave e minimale dell’Emilia paranoica, e i veterani Ataraxia che con l’album Arcana Eco si riconfermano uno dei gruppi più raffinati della scena italiana.
Due i film davvero indimenticabili: Old Boy del coreano Park Chan-Wook, Gran Premio della Giuria a Cannes nel 2004 e secondo della trilogia sulla vendetta (da tener d’occhio Lady Vendetta, il terzo capitolo che uscirà nelle sale a gennaio 2006) e La sposa cadavere che insieme a La fabbrica di cioccolato segnano il ritorno del magico cantastorie Tim Burton e delle sue fiabe nere.
Continuando a parlare di “magia” ecco Jodorowsky, un artista dai mille volti che passa facilmente dal teatro al cinema, dalla filosofia alla recitazione. La via dei Tarocchi è un libro che si occupa di tarocchi, elementi fondamentali per la psicomagia, la terapia della conoscenza e della felicità. Le intermittenze della morte è invece l’ultimo libro del portoghese Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura, che favoleggia in modo grottesco e originale sulla morte e su cosa potrebbe accadere se questa decidesse di scendere in sciopero.
Infine nel 2005 ho assistito al concerto di un gruppo che meditavo di gustarmi da svariati anni: i Kraftwerk. Nonostante il loro ultimo lavoro Tour de France sia ben poca cosa rispetto ai fasti del passato, l’energia e la teatralità industrial che i Kraftwerk sanno trasmettere dal palco sono ai massimi livelli. Uno spettacolo ipnotico, quasi un lungo mantra collettivo dal sapore surreale.

Album


  1. Nine Inch Nails: With Teeth
  2. Depeche Mode: Playing the angel
  3. Offlaga Disco Pax: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione)
  4. Ataraxia: Arcana Eco

Concerto


Kraftwerk – Ferrara 6/07/2005

Libro


La via dei Tarocchi di Alejandro Jodorowsky, Marianne Costa (ex aequo con Le intermittenze della morte di Josè Saramago)

Film


Old boy di Park Chan-Wook (ex aequo con La sposa cadavere di Tim Burton)

Candyman
Non ho avuto grandi imbarazzi nello scegliere i dischi da piazzare “sul podio”, mentre decisamente piu’ ardua è stata la scelta per gli altri due piazzamenti; così alla fine restano fuori dalla mia “Top 5” dischi che comunque vorrei citare, partendo dall’ultimo ascoltato, ovvero “Songs of experience” di The Protagonist (bellissimo), proseguendo con i lavori di Unter Null, Feindflug, Iris, God Module, Solitary Experiments e Decoded Feedback.
Difficile anche la scelta del film, forse perchè ne ho visti talmente tanti che faccio fatica a ricordarli tutti. Limitandomi a quelli visti negli ultimi mesi, “Crash. Contatto Fisico” è indubbiamente quello che mi ha maggiormente colpito, con la sua struttura assai simile a capolavori come “America Oggi” di Altman e “Magnolia”. Citazioni per “La sposa cadavere” di Burton, “Viva Zapatero” e “Romanzo Criminale”.
Come concerto scelgo l’esibizione dei New Order a Torino (Luglio 2005): se non il miglior concerto dell’anno sotto il profilo tecnico, semplicemente perfetto ed incomparabile dal punto di vista emotivo anche e sopratutto per l’esecuzione di diversi brani del repertorio Joy Division: un tripudio di emozioni e ricordi difficilmente spiegabile. Meritevoli di citazione anche i concerti di VNV Nation, Skinny Puppy e Killing Joke.

Album


  1. Ladytron: Witching Hour
  2. Mind In A Box: Dreamweb
  3. Rotersand: Welcome to goodbye
  4. Ordo Rosarius Equilibrio/Spiritual Front: Satyriasys
  5. Fields of the Nephilim: Mourning Sun

Concerto


New Order (Torino 2 luglio 2005)

Film


Crash. Contatto fisico di Paul Haggis

Christian Dex
Contrariamente ad altri redattori di Ver Sacrum questo 2005 mi ha piacevolemente sorpreso dal punto di vista musicale e non solo per il ritorno dei miei adoratissimi NIN. Piuttosto che parlare delle mie scelte dell’anno ne approfitto per segnalare altri lavori che a malincuore ho dovuto escludere da questa playlist: Takk… dei Sigur Rós, I am a bird now di Antony & the Johnsons, Silent Alarm dei Bloc Party, Destroying the world to save it degli Ikon, Strange Lights (su Odos eis Ouranon) degli Ataraxia, Grab that Gun delle Organ, En Public dei Noir Désir.
Le mie letture 2005 invece non mi hanno riservato grandi sorprese a parte la scoperta, invero assai tardiva, di Joe R. Lansdale. Di lui segnalo un libro del 2004 perché in effetti la sua produzione di quest’anno non mi ha molto colpito (ma ne riparleremo nelle recensioni dei libri).
Per i film scelgo Sin City per il suo riuscitissimo melange stilistico tra cinema e fumetto (e anche perché sono un grande fan di Frank Miller). Da segnalare anche le due ottime produzioni del “solito” TIm Burton nonché il “cattivissimo” Old Boy di Park Chan-wook.
Sul concerto… c’è bisogno che vi dica alcunché???

Album


  1. Nine Inch Nails: With Teeth
  2. Offlaga Disco Pax: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione)
  3. Apocalyptica: Apocalyptica
  4. Editors: The back room
  5. Fields of the Nephilim: Mourning Sun

Concerto


Nine Inch Nails Parigi 22/06/2005

Libro


In fondo alla palude di Joe R. Lansdale

Film


Sin City di Robert Rodriguez/Frank Miller

Grendel
Dicembre, tempo di bilanci e di playlist… Per la verità non è sempre facile fare una classifica delle cose che più ci hanno colpito (anche perché a volte ce ne sono troppe, o troppo poche…), ma senz’altro quest’anno non ho dubbi sul disco che deve figurare come primo della lista, vale a dire l’ottimo The back room degli Editors. Al secondo posto ci sono i divertenti OfflagaDiscoPax con il loro Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione), mentre al terzo c’è il debut dei Maxïmo Park, altra band inglese (come i già citati Editors…) che ha attirato notevolmente la mia attenzione. In quarta posizione ho inserito lo stupefacente Catch without arms dei Dredg, mentre in quinta ci sono i Ladytron e il loro gioiellino electro-pop intitolato Witching hour.
Per quanto riguarda i film, ho scelto il tetro e angosciante Wolf creek di Greg McLean, mentre per i libri la mia preferenza va a Non buttiamoci giù di Nick Hornby, un romanzo che non appartiene certo ai generi solitamente trattati su Ver Sacrum, ma che mi ha molto colpito per la sua capacità di essere, allo stesso tempo, ironico, buffo e commovente.
E per concludere veniamo ai concerti: in questo caso la scelta non è stata poi tanto difficile ed è ricaduta sui grandissimi Rammstein, non solo perché sono dediti a un genere a me particolarmente congeniale, ma anche perché la loro esibizione milanese dello scorso febbraio è stata a dir poco perfetta, sia dal punto di vista scenografico che da quello musicale.

Album


  1. Editors: The back room
  2. Offlaga Disco Pax: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione)
  3. Maxïmo Park: A certain trigger
  4. Dredg: Catch without arms
  5. Ladytron: Witching hour

Concerto


Rammstein – 24/02/05, Milano, Filaforum

Libro


Non buttiamoci giù di Nick Hornby

Film


Wolf creek di Greg McLean

Hadrianus
La solita playlist, un pochino romantica, parecchio nostalgica? A dire il vero, non sono mancate le buone prove in questo 2005, altrimenti nefasto per quanto riguarda gli eventi che, nel bene come nel male, segnano le nostre quotidiane esistenze. A meno che qualche fortunato non mi indichi ove reperire una buona campana di vetro, o che mi dedichi definitivamente al romitaggio (qualchedun mi suggeriva che come stilita non sarei male…) inutile negare che c’è davvero di che preoccuparsi, per il futuro… Largo alla musica, adunque, con la grande prova dei Chants Of Maldoror a rischiarar di corrusca luce la fine del 2005, e le ottime prove di My Sixth Shadow e Dope Stars Inc., progetti fratelli a ben spalleggiare l’epocale “Every mask tells the truth”!
Che il nuovo anno, fortificato da queste pubblicazioni, veda la luce nella gloria! Come il solito, il guardingo Hadrianus ha evitato ben bene i cinema (ah, il fascino delle vecchie sale, emananti quell’aroma particolare di stoffe vissute, le spartane insegne ad illuminare le vecchie cittadine… ma chi ha inventato i multi-schermi, quei contenitori asettici pronti a sparare raffiche di pellicole in simultanea, come i micidiali mitragliatori di “Starship Troopers”?).
Ho rimediato ripiegando su qualche vecchio nastro, e la nostalgia nefiliana (non ho inserito in classifica il nuovo di McCoy solo perchè intendo dar spazio… ai giovani!!!) mi ha fatto indugiare sui capolavori di Leone… Basta così, la palma del miglior libro va a “1527” di Andrea Moneti, alla sua seconda prova, ma già maturo. La Storia come sfondo a vicende humanissime, trattate con gusto e misura, senza concedere spazio a comode riletture da classifica. Bravo Moneti! Manca qualcosa? Probabile, ma… Buon 2006 a tutti!

Album


  1. Chants Of Maldoror: Every Mask Tells The Truth
  2. Dope Stars Inc.: Neuromance
  3. My Sixth Shadow: Love Fading Innocence
  4. Thork: Weila
  5. Nil: Nil novo sub Sole

Libro


1527 – I Lanzichenecchi a Roma di Andrea Moneti

Kaonashi
…alla ricerca di un filo conduttore che possa accomunare le mie scelte, mi viene da pensare all’atmosfera di “Dance Dance Dance” e a come possa essere una buona OST “I’m a bird now” di A&TJ, ma ancora meglio il live che ho visto (a pochi metri da loro) al JUXTAP basato in larga parte sul primo album.
Il “Dolphin Hotel” nella innevata Sapporo, dove l’Uomo-capra custodisce la sua dopotutto semplice filosofia di vita, “finché c’è musica, balla”, si adatta ai testi e alla voce straniante in falsetto di Antony. In effetti potrebbe esserne la musica di sottofondo, ad esempio nell’ascensore le cui porte si aprono su un piano inesistente.
Miyazaki ha superato sé stesso con il “Castello Errante”, ancora meglio di “La città incantata”… un po’ di speranza dopotutto è necessaria…e Sigur Ros e Depeche Mode vanno benissimo per scrollare il senso di inevitabile che “DDD” lascia.
Vivido, senza tregua e pieno di cose inaspettate, artigianale e distante leghe dalle storie disneiane.
Da segnalare inoltre: “Serpenti e piercing” (di Kanehara Hitomi), “In fondo alla palude” (Landsdale J.R.) e tra i film “Broken flowers” di Jarmusch e (ebbene sì…ma c’è la Portman ed è inevitabile) “Closer”.
Yoroshiku onegai shimasu!

Album


  1. Antony and the Johnsons: I Am A Bird Now
  2. Depeche Mode: Playing The Angel
  3. Sigur Ros: Takk…

Concerto


Antony and the Johnsons (JUXTAP, Sarzana)

Libro


Dance Dance Dance di Murakami Haruki

Film


Il Castello Errante di Howl di Miyazaki Hayao

Manfred
Eccoci qui ancora una volta a radunare le idee e le emozioni di un anno…
Fra la musica: Fields of the Nephilim perchè vi ho ritrovato oscurità, eleganza, coerenza e una bellissima voce. O forse semplicemente perché Mc Coy è Mc Coy. I Not Moving perché, con il loro doppio cd/dvd, ci hanno riproposto i suoni e le immagini d?un periodo in cui in Italia il fermento della scena alternativa era brulicare di entusiasmo ed energia, senza steccati e frenesie classificatorie. I Theatres des Vampire perché, fra le realtà nostrane, hanno intrapreso un cammino di costante, sudata maturazione, con risultati eccellenti. I Dark Sanctuary perché… sono belli.
Al cinema, David Cronenberg ha dimostrato di essere un gigantesco regista (la sequenza finale, senza parole, è un capolavoro…), anche quando manipola, come in questo caso, materiale meno caratteristicamente ?suo?. Citazioni per “La sposa cadavere” di Burton (non per “La Fabbrica del Cioccolato”…), il sorprendente “Romanzo Criminale” di Placido e il coraggioso e ardito “Ingannevole è il cuore oltre ogni cosa” di Asia Argento.
In letteratura, Wagner, perché ha scritto di dolore e morte con uno stile gelido, tagliente, sincopato antiretorico e genuinamente visionario (vedi mia recensione).
Dal vivo, i Not Moving, perché nella loro inattesa reunion, hanno proposto il concerto più adrenalinico, emozionante ed impeccabile che abbia avuto luogo a Roma, da qualche anno a questa parte.
Infine, fra le categorie non incluse, una menzione per il “Messiah” di Haendel diretto in maniera titanica da René Jacob, all’Auditorium di Roma; sul palcoscenico, poi, ancora la Societas Raffaello Sanzio, con il loro epitaffio alla Tragedia Endogonidia, seguita da Antonio Latella con un “Edorado II” di Marlowe oscuro, buio, e violento, e una “Cena de le ceneri” di Giordano Bruno in un adattamento che ha del miracoloso.

Album


  1. Fields of the Nephilim: Mourning Sun
  2. Not Moving: Live in the 80′
  3. Theatres des Vampires: Pleasure and Pain
  4. Dark Sanctuary: Exaudi Vocem Meam. Part I

Concerto


Not Moving, Roma dicembre 2005

Libro


Luna di ghiaccio di Jan Costin Wagner

Film


A history of violence di David Cronemberg

Mircalla
Ancora una volta la palma d’oro di miglior disco dell’anno la consegno ai Qntal, sicuramente uno dei gruppi da me più amati, che riesce sempre ad essere all’altezza delle aspettative. Oltre ai “veterani” premio due gruppi piuttosto nuovi che si muovono nelle lande musicali a me più congeniali, ovvero i tedeschi Faun con le loro sonorità medievaleggianti e i Moon Far Away che si rifanno al folklore delle fredde lande siberiane. In mezzo però non posso non citare due dischi che quest’anno mi hanno davvero conquistato: i joydivisioniani Editors e gli Offlaga Disco Pax (era dai tempi dei CCCP che non ascoltavo dei testi così interessanti e intelligenti).
Per quanto riguarda il cinema la scelta di un solo film è piuttosto difficile: alla fine scelgo Old Boy di Park Chan-Wook, un’opera che mi ha davvero colpito sia a livello di composizione narrativa che dal punto di vista visuale. Non posso però mancare di citare almeno i due notevolissimi film La sposa cadavere e La fabbrica di cioccolato del grande Tim Burton.
Tra i libri ho scelto Affinità di Sarah Waters, che in realtà è stato edito nel 2004, ma io ho acquistato e letto nel 2005, un romanzo neovittoriano davvero intrigante che mi ha affascinato dalla prima all’ultima pagina e mi ha fatto correre in libreria a cercare le altre prove di questa bravissima autrice inglese.
Infine per i concerti era quasi ovvia la mia scelta dei Dead Can Dance, gruppo amatissimo, che finalmente per la prima volta sono riuscita a vedere dal vivo.

Album


  1. Qntal: Qntal IV Ozymandias
  2. Editors: The back room
  3. Offlaga Disco Pax: Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione)
  4. Faun: Renaissance
  5. Moon Far Away: Belovodie

Concerto


Dead Can Dance a Milano

Libro


Affinità di Sarah Waters

Film


Old boy di Park Chan-Wook

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