Art Brut: Bang bang rock & roll

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Ver Sacrum L’ambito alternative-rock inglese ha davvero riservato ottime sorprese negli ultimi due anni, e ormai non si contano più i gruppi balzati agli onori delle cronache musicali grazie al clamore suscitato da qualche singolo azzeccato. Per adesso la qualità media delle uscite è piuttosto alta, e ciò non può che far piacere, ma ho già i brividi al pensiero di quanti cloni ci dovremo sorbire nei mesi a venire. Proprio a proposito di cloni c’è da dire che molti hanno accusato le band dedite alla brand new wave (o al new post-punk) di essere delle semplici copie di gruppi in auge più di venti anni fa (vedi ad esempio i vari Joy Division, Talking Heads, Fall, Jam, Television ecc.), ma personalmente non trovo nulla di sbagliato nel fatto che ci sia gente che ha deciso di rivedere in chiave moderna certe sonorità. Anzi, a dire il vero trovo che il lavoro svolto da formazioni come Maxïmo Park, The Rakes o dagli stessi Art Brut sia più che encomiabile, difatti il debut di questi ultimi è l’ennesimo disco diretto ed efficace che colpisce subito l’ascoltatore. E i motivi di ciò sono presto detti: i pezzi sono divertenti e grintosi, inoltre sono contraddistinti da parti vocali che non passano certo inosservate, visto che la performance del frontman Eddie Argos fa sorgere spontanea la domanda “Ma questo sta cantando o chiacchierando?!?”. Quello che voglio dire è che i testi di Bang bang… stanno a metà strada tra il cantato e il declamato, e questa è una cosa che a me piace moltissimo perché ben si adatta al genere proposto dalla band, un post-punk intellettual-sgangherato che farà la gioia di tutti coloro che amano la musica senza tanti fronzoli, fatta di strutture semplici e di melodie immediatamente riconoscibili. La miscela sonora proposta dagli Art Brut è davvero esplosiva in certi momenti, difatti episodi come “Formed a band”, “Rusted guns of Milan”, “My little brother” o la titletrack non sono soltanto piacevoli da sentire, ma fanno anche venire una gran voglia di ballare (già immagino il pogo che riescono a scatenare quando vengono proposti dal vivo!!). Ho nominato solo quattro dei brani del cd ma in realtà anche gli altri non sono da meno, per cui correte a procurarvelo se non siete tra quelli che detestano tutto ciò che sa un po’ di revivalistico e che suona terribilmente “british”…

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