Act Noir: Automatisme Psychique

0
Condividi:

Ver Sacrum Esordio sulla lunga distanza per gli eccelsi Act Noir, gruppo derivante dall’esperienza Alma Mater (tre demo, un ciddì oltre ad uno ulteriore uscito sotto la denominazione Atra, e partecipazioni a diverse compilazioni nel loro palmarès), nati nel 1998 allorquando Valerio Calzoni decise di compiere un ulteriore e decisivo passo verso una più compiuta maturazione artistica. Dopo aver pubblicato “Cosmo Minimized E.P” nel 2003, interessante promo le cinque tracce del quale sono tutte qui riprese, danno ora alle stampe questo pregevolissimo esempio di grande new-rock,ove vanno a confluire elementi darkeggianti, influssi psichedelici ed ambient/trip hop e dove la melodia viene distribuita in abbondanti dosi, ma assai intelligentemente tanto da non insabbiarsi mai nelle pericolose secche del pop facilone. Il grande equilibrio di “Absence of charisma”, “This something” e della title-track è indice di capacità compositiva acquisita con sbalorditiva naturalezza, ove l’uso dell’elettronica va a vantaggio di ogni singolo episodio, giuovando ad esso notevolmente quando trattasi di ricavare il risultato finale. Chitarre liquide disegnano paesaggi bucolici dall’intatta bellezza, coadiuvate da una sezione ritmica dotata di grande senso della misura. Definiscono la loro musica “dark-psych-rock” non per nulla, ma queste nove canzoni offrono all’ascoltatore molto di più di quanto questa espressione possa significare: valga per tutti la splendida “Lithium flowers”, la quale indugia come il tepore delle prime giornate di primavera, assaporato stando adagiati su d’un tappeto d’erba freschissima, fra le fragranze della campagna risvegliatasi dal lungo sonno invernale e punteggiata dei vivi colori di mille boccioli, intenti ad osservare le nuvole, candidi batuffoli di cotone sfilacciato, inseguirsi pigre nel ciel azzurrino. Vantar fra le proprie file un cantante come Nicholas Hill concede agli Act Noir il duplice vantaggio della titolarità della madrelingua inglese e di una padronanza esecutiva notevole: ogni ambiente gli è congeniale, anche quando, come in “Unheimlich”, il ritmo s’impenna, generando una piacevolissima song emanante addirittura aromi simplemindiani, sarà per quella voce così simigliante al Jim Kerr più ispirato, o quando ricorda il miglior Sylvian (“Drag me away” è semplicemente… immensa, un cangiante caleidoscopio di emozioni che mai vorremmo avessero fine!). Puntuale e fantasioso il basso di Michele Gozzi, un motore instancabile che trova nel batterismo meticoloso di Claudio Pilati una ottima spalla (“Swerved rooms” poggia su d’un incedere assai dinamico, pur mantenendo ben chiare le caratteristiche tipiche del gruppo), mentre non m’affaticherò mai nel tessere le lodi, mai troppe, a Sergio, elemento cardine dell’economia sonika del gruppo, e di Stefano Nieri e della sua affidabilissima sei corde. “Automatisme psychique” è disco dalla cifra stilistica ingente, che viene ulteriormente accresciuta dalla presenza del remix di “Unheimlich” (meglio, del mesmerizemix!), e della imponente ed umbratile versione “Act noir remix” della grande “Distance” dei MonumentuM, già ospitate entrambe sulla compilation editata da k:goth e la seconda pure su “Metastasi”: un rispettoso tributo al Culto! Seguite le iridescenti traiettorie sonore descritte dagli Act Noir, giungerete ai limiti d’un Universo multiforme ove i vostri sensi potranno finalmente smarrirsi, definitivamente sottratti al giogo della quotidiana inedia.

Per informazioni: www.actnoir.com
Web: http://www.masterpiecedistribution.com
Condividi:

Lascia un commento

*