Tannhauser: A new biostate

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Ver Sacrum Mi è sempre piaciuta l’idea di poter recensire una band electro che propone brani in lingua spagnola, ma in passato tale occasione non mi si era mai presentata. Adesso ne ho finalmente l’opportunità grazie al cd dei Tannhauser, duo di Barcellona composto da Moisés Martí e Óskar Fern´ndez, ma ho poco da rallegrarmi perché il lavoro in questione non è per nulla esaltante… Per spiegare meglio tale concetto dirò subito che i due musicisti hanno realizzato tracks che inglobano vari elementi, ma che fanno soprattutto riferimento a tre generi: EBM, industrial e rhythmic noise. Non pensiate però che A new biostate sia uno di quei dischi “pompati” e ultradinamici perché in realtà è proprio tutto il contrario, visto che la diversità di stile che caratterizza le canzoni incluse è un po’ disorientante e tende a smorzare ogni entusiasmo da parte dell’ascoltatore. L’impressione generale è che il duo, nel tentativo di accontentare un po’ tutti, abbia voluto fare una specie di “fritto misto” in cui non manca praticamente nulla (non per niente ci sono sia i pezzi ballabili, sia quelli un po’ più sperimentali e ricercati…), ma è pur vero che quando una band fa una scelta di questo tipo ci sono anche altri motivi che la giustificano. Il principale è senz’altro legato al fatto che molti, specie se sono ad inizio carriera, non hanno le idee tanto chiare circa il genere che vogliono proporre, e quindi si cimentano in stili differenti giusto per vedere quale gli si addice di più. Credo che i Tannhauser abbiano fatto esattamente questo, ma per adesso il risultato non è esaltante visto che i loro brani sono abbastanza scontati e noiosi. I testi sono in inglese, tedesco e spagnolo, ma specie gli ultimi risultano poco efficaci e (come potrete immaginare avendo letto la mia premessa…) piuttosto deludenti. In particolare ho trovato davvero irritanti quelli di “Dominatrix”, cantanti da tali Mónica Marín e Helena Miquel, perché mi hanno ricordato fin troppo qualche orrida canzone di hispanic-pop sentita su Mtv. Che altro dire su A new biostate a questo punto? Si tratta del solito album “acerbo” e uguale a tanti, che va ad aggiungersi alle già fin troppo numerose electro-release che circolano oggigiorno…

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