Alkaline Trio: Crimson

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Ver Sacrum Gli Alkaline Trio sono una band di Chicago formata da Matt Skiba (chitarra e voce), Dan Andriano (basso e voce) e Derek Grant (batteria). I loro nomi sono quasi sconosciuti al pubblico gothic, ma in ambito punk-rock i tre sono molto famosi e lo sono diventati ancor di più dopo aver realizzato il magnifico Crimson, un disco uscito già da qualche tempo ma che valeva la pena di essere presentato anche nelle pagine di Ver Sacrum. Solitamente non ci occupiamo di gruppi dediti al genere sopraccitato, ma Matt e compagni rappresentano un caso un po’ particolare nella scena di cui fanno parte, basta infatti guardare le loro foto per rendersi conto che non sono i classici tipi tutti “Vans, jeans e magliette colorate”! Per la verità la loro stranezza non è solo relativa al look (naturalmente all-black, con solo qualche piccola divagazione sul tema…), ma anche e soprattutto al fatto che sono degli appassionati di letteratura noir e cinema horror (non a caso il titolo del nuovo cd prende ispirazione da Profondo rosso di Dario Argento). Tale interesse influenza parecchio le canzoni che compongono, non solo per ciò che riguarda l’aspetto testuale ma pure per quello musicale, davvero notevole a mio avviso e capace di convincere fin dalle prime battute (vedi ad esempio l’avvio di “Time to waste”, un pezzo a dir poco devastante che vi farà venire un’incontenibile voglia di ballare e di scatenarvi!). La bellezza di questi brani sta nella loro semplicità, nell’essere subito riconoscibili e coinvolgenti oltre che caratterizzati da melodie terribilmente catchy e mai scontate, rese uniche da una sorta di vena malinconica che è poi il vero motivo per cui la band viene apprezzata così tanto. Prima di ascoltare l’intero album avevo avuto modo si sentire i singoli (la già citata “Time to waste” e “Burn”) e devo ammettere che non credevo che le altre track potessero essere dello stesso livello delle due nominate, ma ho dovuto ricredermi perché Crimson è il classico disco che non annoia mai, di quelli che ti dispiace un casino quando finiscono (e ditemi voi se questo discorso può valere per molti altri lavori oggigiorno!). Non posso quindi che consigliarlo caldamente agli ascoltatori più “open-minded”, ma scommetto che anche tutti gli altri potrebbero esserne almeno un po’ affascinati e incuriositi…

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