Deasonika: Deasonika

0
Condividi:

Ver Sacrum Ho scoperto i Deasonika circa due anni fa grazie al singolo “Il giorno della mia sana follia”, e da allora mi chiedo perché la band milanese non sia ancora “esplosa” e non abbia raggiunto i livelli di popolarità che meriterebbe. Non riesco a spiegarmi come mai dei “finto-alternativi” come i Negramaro abbiano ottenuto tanto successo, mentre Marco Trentacoste e compagni faticano a ritagliarsi uno spazio nel panorama musicale italiano… Ma perché fare questo paragone? Beh, innanzi tutto entrambi i gruppi sono saliti alla ribalta in anni recenti, proponendo un rock melodico che all’estero qualcuno etichetterebbe come “emo” (abbreviazione di “emotional”), e poi in tutti e due c’è un cantante dalla timbrica inusuale, che costituisce un importante tratto distintivo del materiale composto da queste giovani formazioni. Le somiglianze però finiscono qui, difatti ci tengo a sottolineare che preferisco di gran lunga i Deasonika e che li ritengo notevolmente superiori agli altri. Questo loro terzo album ripropone alcuni vecchi brani (già inclusi nei full-lenght pubblicati in precedenza dal quintetto, intitolati L’uomo del secolo e Piccoli dettagli al buio), rivisti e riarrangiati in chiave elettroacustica, oltre a qualche “chicca” e a degli inediti (vedi ad esempio la bella “Non dimentico più”, presentata anche a Sanremo 2006, e l’altrettanto valida “La mia veste”). In generale il mood delle canzoni è malinconico, ed è proprio tale caratteristica a renderle tanto belle, unitamente al fatto che il gruppo è davvero abile nel creare atmosfere sognanti e linee melodiche dal forte impatto. Ottimi i nuovi arrangiamenti e ottima la prova vocale del bravo Max Zanotti, un artista che sa sfruttare al massimo le proprie potenzialità e sa cosa significa interpretare al meglio un testo. Molto bella la sua performance in “La luna”, pezzo nel quale dimostra una notevole duttilità (che gli permette di passare con scioltezza dai toni “sussurrati” al cantato con voce piena). Da notare che il cd contiene anche un brano un po’ particolare (dal titolo “Betrayal 00:16”), nel quale compare come special guest Jaz Coleman dei Killing Joke: inutile dire che si tratta di una vera figata, e che il mix tra le vocals assatanate dell’inglese e quelle ben più angeliche di Zanotti è davvero strabiliante! Insomma, come avrete capito di motivi validi per andarsi ad ascoltare il disco ce ne sono parecchi, per cui vi consiglio di non perdervelo… sarebbe un vero peccato!!

Condividi:

Lascia un commento

*