Dioxyde: Social Phobia

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Ver Sacrum A diversi anni di distanza dal precedente “Torschlusspanik” e dopo un lungo periodo di inattività causato da un serio incidente motociclistico che stava per costare la vita a Mario Calvo, ecco il nuovo album per il progetto elettro spagnolo, approdato sull’etichetta dell’amico Johan Van Roy (Suicide Commando). A dispetto di questa lunga attesa, “Social Phobia” riesce solo in alcuni episodi a sollevarsi dalla mediocrità, andando semplicemente a costituire l’ennesima voce del lunghissimo elenco di dischi “harsh-elettro” che stanno inflazionando il mercato. Le 13 tracce che lo costituiscono (tra cui tre remix ad opera di Tactical Sekt, Agonoize e Feindflug) ripercorrono tutti i clichè di questo genere e se “Words of Judas” è anche un buon brano, dopo la terza e quarta traccia (“Morphine” e “Vida rota”) la sensazione di “già sentito” è tanto forte quanto inevitabile (per qust’ultima come non tirare in ballo Hocico e Amduscia ?). Il disco riprende leggermente quota in episodi come “Aftermath” (solenne ed oscura come certe cose dei Das Ich) e “Geist” (primo brano dei Dioxyde cantato in tedesco), che pur viaggiando sui rassicuranti ed abusati binari dell’ “harsch”, risulta comunque una spanna superiore alle varie “Invasive therapy”, “Cae la presion”, “Money trail”, ecc…Discreti i tre remix posti in chiusura del cd (citazione per quello dei Feindflug per “Vida rota”), ma che non bastano a far uscire questo disco dall’anonimato. Semplicemente uno dei tanti ( troppi) dischi che escono ogni mese. Avanti il prossimo.

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