Kitsune: Kiss kiss bang bang

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Autori di due demo omonimi (uno dei quali già recensii su queste pagine virtuali), tornano i veneti Kitsune con un nuovo lavoro di breve durata, e con una formazione parzialmente rinnovata, avendo nel frattempo il bassista Fabio Napolin (già con In Vitro Test) sostituito il collega Simone Sartoretto, uno dei fondatori del gruppo assieme alla cantante Silvia Marton, al chitarrista Marco Fontolan ed al drummer Riccardo Gargano (a questo nucleo si unì in seguito l’altro chitarrista Matteo Scarpa). Quello che si chiede ad un complesso attivo ormai da qualche anno, è una chiara maturazione del proprio stile e delle proprie capacità espressive, e direi che “Kiss kiss bang bang” non delude le attese: mi piace questo suono debitore certo dei The Cure (a proposito, parteciperanno ad un tribute-album al gruppo di Robert Smith di prossima pubblicazione, l’argentino “Pink pig: the whole cure in the mirror”, suppongo con “Da hype”, presente in questo ciddì), di Siouxie, ma perchè no pure dei Cranes (ebbè, direte voi, altri figliocci del paffuto Robert…) e di certo shoegazer/dreampop. Ma non lasciatevi fuorviare dai nomi e dalle sterili etichette che ho tirato in ballo, anche al vecchio e stanco Hadrianus a volte piace giuocare a fare il giornalista musicale serio, di quelli che pretendono di trovare ascendenze ed ispirazioni proprio in tutto: Silvia ed i suoi colleghi sanno resistere alla facile emulazione, e confezionano una serie di pezzi assai carini e non privi di una certa vigoria, come “Doll to doll”, e fin dall’apertura affidata alla ciondolante “Cry out” espongono tutta la loro volontà di farsi conoscere. “Kiss kiss bang bang”, senza accampare assurde pretese, offre a certo dark-sound ormai odorante di stantio nuova linfa vitale, “Maiko”, “Vapid” e le due citate lo dimostrano. Che la pervicacia mai vi abbandoni, noi rimaniamo in attesa di altre vostre prove!

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