Tactical Sekt: Syncope

0
Condividi:

Ver Sacrum Parlare di “harsh-elettro”, equivale ormai ad addentrarsi in un territorio minato, visto il proliferare di bands che affollano il mercato, con un rapporto nettamente deficitario tra quantità e qualità. Fortunatamente, tra tanti gruppi mediocri, c’è ancora qualcuno capace di produrre un buon disco seppur in un genere dove non c’è piu’ niente da inventare; ecco quindi l’attesissimo “Syncope”, nuovo album dei Tactical Sekt, indubbiamente (dopo “Bind Torture Kill” di Suicide Commando) il disco piu’ atteso dell’anno in campo “harsh”. “Syncope” arriva tre anni dopo l’album d’esordio “Geneticide” ed il mcd dello stesso anno “Burn Process”, preceduto da una manciata di brani editi in varie compilations del settore, da “Awaken the ghost” a “Bring me violence”, da “Not going to work that way” a “Not entertained” sino all’ottima “Beslan” (che ribadisce per altro l’attenzione dei Tactical Sekt a tematiche politico-sociali), che ritroviamo anche sull’album insieme a tanti altri potenziali hits (“Syncope”, “Dark skies”, “4 steps to disfunction”). Tanti potenziali hits perchè le canzoni sono tutte uguali? La domanda è legittima, e pur apprezzando i Tactical Sekt, non negherò certo che i loro brani si snodino lungo coordinate assai rigide che non consentono troppo variazioni, ma per loro potrebbe valere lo stesso discorso fatto a suo tempo da Johan Van Roy per “difendere” i suoi prodotti: “Faccio solo quello che so fare bene”. Chi è stanco dell’harsch, farà quindi meglio a girare al largo da questo disco, chi invece apprezza il genere troverà in “Syncope” una delle migliori release dell’anno.

Condividi:

Lascia un commento

*