Living Things: Ahead of the lions

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Ver Sacrum La prima volta che ho ascoltato il singolo “Bom bom bom” mi sono chiesta chi diavolo fossero i Living Things (che all’inizio mi avevano addirittura ricordato i T-Rex di Marc Bolan!), poi ho visto il video della canzone e la curiosità è aumentata, si trattava infatti di qualcosa di molto particolare e diverso da gran parte di ciò che viene trasmesso dai vari canali televisivi musicali… Dopo poco ho finalmente scoperto che l’autrice di quell’originale sequenza di immagini è la bravissima Floria Sigismondi (già collaboratrice di band del calibro di White Stripes e Marilyn Manson), che guarda caso è anche la moglie di Lilian Berlin, cantante e leader della formazione americana. Ma torniamo alla musica adesso, perché se da un lato è chiaro che farsi fare i video da un’artista di quel livello è un vantaggio non da poco, dall’altro bisogna ammettere che il materiale proposto dal quartetto non è niente male, e probabilmente quest’ultimo si sarebbe fatto notare comunque! Ahead of the lions è un bel dischettino tirato, vario, ruvido quanto basta e molto ma molto orecchiabile, di quelli che ascolti una volta e ti sembra di conoscere già da una vita. Leggendo una frase di questo tipo qualcuno potrebbe obiettare che i Living Things fanno tale effetto perché in realtà non hanno inventato nulla di nuovo, e che una miscela di glam, garage e punk-rock detroitiano simile alla loro la stanno proponendo anche parecchi altri al momento, ma credo che Lilian e compagni abbiano una marcia in più e che meritino una certa attenzione. Tra le dodici tracce presenti in Ahead… non ce n’è una che mi abbia deluso o che mi sia apparsa scontata, anzi direi che tutte mi hanno convinto appieno e soprattutto mi hanno divertito, perché a mio parere lo scopo di un cd come questo è proprio di far svagare chi lo sente, trasmettendogli energia e sensazioni positive. È davvero difficile citare le track migliori, ma sicuramente le esplosive “March in daylight”, “On all fours” e “Bombs below” entrano di diritto nella mia playlist del mese. A tutto ciò aggiungo che, almeno nel caso dei pezzi più veloci, i Living Things fanno pensare a un Billy Idol d’annata rivisto in chiave glam: quest’ultima cosa, già di per sé, sarebbe un motivo valido per accaparrarsi l’album, ma vi assicuro che non è certo l’unica…

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