Heimataerde: Kadavergehorsam

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Ver Sacrum Tornano a risuonare le cornamuse di Heimataerde. Il misterioso progetto “elettro-medioevale”, giunge al suo secondo album, riproponendo la formula che un paio d’anni fa l’aveva portato alla ribalta; se però il precedente “Gotteskrieger”, pur non essendo niente di trascendentale, poteva giovarsi dell’effetto sorpresa, “Kadavergehorsam” segna un pò il passo e sa tanto di già sentito: le solite cornamuse, i soliti clangori metallico-industriali, voce distorta, ritmi incalzanti (in un pezzo come “Morituri Salutant” entriamo in territori ai limiti dell’harsh-elettro) e le solite tematiche da crociato (“Jerusalem”), Patria, miti medioevali (“Koenig von Thule”), guerra, Dio e Morte (un pezzo si intitola proprio così). Tanto “deja vu” insomma, per un disco che tutto sommato non trovo brutto, ma che nemmeno riesce a convincermi; indubbiamente in alcuni singoli episodi il lavoro risulta anche piacevole (“Die schlacht” ad esempio è un brano che mi piace e che vedrei molto bene nelle playlist dei djs), ma nel complesso il disco mi pare “ridondante”, senza capo nè coda, una (troppo lunga) sequenza di brani (ben 15) che alla lunga corre il rischio di stancare l’ascoltatore.

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