In Yonder Garden: In yonder garden

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Ver Sacrum In Yonder Garden è un progetto di difficile collocazione nelle usuali categorie musicali e, dovendolo cercare all’interno delle vaschette di un negozio di dischi, avrei delle notevoli difficoltà a scegliere quella in cui andare a pescare. Si tratta, da quanto mi è dato di capire, di un progetto dalla formazione piuttosto aperta e costituito fondamentalmente da un trio italo inglese: Antonello Cresti (Nihil Project) alla voce, percussioni, tastiere e flauto, Vittorio Nistri (Deadburger) e Simon Lewis (Phoenix Cube) ad occuparsi della parte elettronica. A costoro si unisce un altro gruppo di musicisti che completa la formazione con strumenti acustici (flauto, violino, banjo) e non (chitarre elettriche, talvolta suonate con l’e-bow, basso). La musica contenuta in questo CD si può collocare nel punto d’incontro tra folk, musica psichedelica e musica elettronica ma a queste tre matrici principali vanno aggiunte piccole spruzzate di progressive d’altri tempi e assaggi di più o meno coevo krautrock. Ne viene fuori un’opera che alterna sensazioni diverse ma piuttosto ben miscelate tra di loro, nel senso che, pur essendo i brani abbastanza differenti tra loro, non si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un’opera troppo eterogenea. Di ascolto non del tutto immediato, è un lavoro pregno di un fascino alquanto personale. Il suono rimane, in linea di massima, piuttosto sottile e, anche nei momenti cantati, non ci si allontana troppo da certi “landscape” quartomondisti della musica ambientale: si tratta, in definitiva, di un disco che può crescere un ascolto dopo l’altro e che può fare da sottofondo ad una serata tra amici così come dare piacevoli sensazioni ad un ascolto più approfondito. In Yonder Garden potrebbe, in futuro, riservare piacevolissime sorprese.

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