Speciale Visual Kei

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All”esplosione d’interesse in Europa per il Visual Kei ha contribuito non poco l’etichetta discografica tedesca Gan-Shin, che ha iniziato a distribuire nel Vecchio Continente i maggiori gruppi della scena. Grazie a Gabriele Giustini della Audioglobe, che distribuisce in Italia i loro dischi, abbiamo contatto i responsabili della Gan-Shin per proporgli qualche domanda. Di seguito le loro risposte.

Dir en Grey

Dir en Grey © www.gan-shin.de

Raccontateci la vostra storia: come è nata la Gan-Shin, perché avete deciso di concentrarvi sui gruppi giapponesi e come è organizzata ora la vostra etichetta discografica?

Abbiamo fondtato la Gan-Shin un anno fa. La base è la Brainstorm Music Marketing, che è un’azienda leader nella promozione dei gruppi rock in Germania: abbiamo lavorato con band del calibro di Metallica, Nine Inch Nails, Marilyn Manson, etc.. Un anno fa abbiamo sentito parlare del J-Rock per la prima volta: abbiamo trovato questa scena molto interessante e abbiamo iniziato a prendere i primi contatti. C’è un’azienda a Monaco chiamata Neo Tokyo che da dieci anni importa articoli dal Giappone, come Anime, Manga e il merchandise correlato, CD e DVD di band di J-Rock e lo vendono qui in Germania tramite due negozi e un mail order. Abbiamo iniziato una collaborazione con loro ed è nata la Gan-Shin. Il ruolo della Brainstorm è quello di coordinare la promozione e il marketing, quello della Neo Tokyo è di fare da ponte con il Giappone: fanno lo scouting dei gruppi e gestiscono i contratti con le band. Abbiamo firmato un accordo di distribuzione con la Universal per la Germania, Svizzera e Austria: dopo il grande successo ottenuto in Germania abbiamo cominciato a lavorare in tutta Europa. Oggigiorno abbiamo degli accordi di distribuzione con tutti le più importanti nazioni europee.

Come siete venuti a conoscenza di questa musica? Qual’è stata la prima band che avete ascoltato e che vi ha fatto venir voglia di fondare la Gan-Shin?

Era da un po’ che sentivamo parlare di questa musica: in più facendo parte di un network internazionale di A&R (ndr: letteralmente Artist & Repertoire: si tratta della divisione di una casa discografica che si occupa di scoprire nuovi talenti) abbiamo saputo che band giapponese avrebbe suonato in Germania. Si trattava dei D’espairsRay e così abbiamo mandato uno dei nostri collaboratori allo show. Il concerto era stato organizzato da Neo Tokyo. Dopo il concerto fu chiaro a tutti che avremmo fondato una label presto.

Quali sono state le reazioni dell’audience europea ai vostri gruppi? E quali sono secondo voi i motivi principali per questo interesse verso la musica dal Giappone?

A livello di reazione basti pensare che i primi concerti di gruppi come Dir En Grey, Moi Dix Mois e D’espairRay sono andati sold-out in pochi giorni. L’interesse in Germania è alto. La ragione principale di ciò è il fatto che le band del J-Rock stanno portando una ventata di aria fresca nella scena rock. Questi gruppi partono da dei buoni concetti, hanno un look potente e la loro musica e grande.

L’aspetto visuale è un elemento chiave di questi gruppi, che talvolta ricorrono ad un immaginario legato strettamente alla cultura giapponese e al modo di pensare dell’estremo oriente: come pensate che si possa relazionare il pubblico europeo a tutto questo?

Naturalmente l’aspetto visuale è di estremo interesse per il pubblico europeo. L’Europa è differente dagli Stati Uniti: in Europa si apprezzano le cose pazze, colorate ed estreme. Il mercato americano è più orientato al blues, R&B e il country. Gli europei sono abituati a vedere band con un forte impatto visivo, basti pensare alla scena punk, new-romantic, etc.. Questi elementi quindi sono di forte interesse sia per i fan che per i media: basti pensare che negli ultimi sei mesi in Germania ci sono state più di 700 press-release e circa 25 special televisivi sul J-Rock.

Qual’è lo stato attuale della scena rock in Giappone? Siamo già alla fase “post Visual Kei”?

Bella domanda ma non ne ho davvero idea. Sono appena tornato da un viaggio di lavoro in Giappone. Ci sono un sacco di gruppi Visual Kei ma allo stesso tempo ci sono delle nuove band, come Asian Kung Fu Generation e The Black Horn, che non hanno niente a che fare con questa scena e che stanno diventando molto famosi. Ci sono un sacco di nuove band Visual Kei e i nomi più affermati di quella scena sono ancora molto famosi, con i loro dischi che vanno nelle Top-5 delle classifiche giapponesi.

Quale sarà la “next big thing” dal Giappone secondo voi?

Si spera che sia una band con cui stiamo lavorando ora!

kagerou

kagerou © www.gan-shin.de

Alcune delle vostre band hanno già fatto dei tour in Europa in varie occasioni: quali sono state le reazioni del pubblico ai loro concerti? Viceversa, che impressioni hanno avuto queste band dell’audience europea?

Le reazioni del pubblico ai concerti sono state sensazionali. Abbiamo avuto diversi show sold-out, il numero di fan sta crescendo: c’è molto interesse per questa scena oggigiorno. I Dir en Grey hanno suonato in Germania nei maggiori festival. I gruppi hanno apprezzato molto il pubblico europeo: non si aspettavano di avere qui così tanti fan. In più ai giapponesi piace la nostra cultura!

I tipici stereotipi di eccesso che circondano la musica rock (esemplificati dalla triade “Sesso Droga e Rock & Roll”) cozzano con la tradizionale immagine di calma e gentilezza del popolo giapponese. Diteci la verità quindi, come sono i vostri gruppi “off-stage” e nella vita normale? Difficili da gestire o gentili e tranquilli?

I musicisti giapponesi sono dei veri gentiluomini. Un sacco di rocker statunitensi che abbiamo incontrato sono davvero arroganti, con problemi di alcolismo. Non è questo il caso per i musicisti giapponesi: sono davvero concentrati sulle loro attività e mantengono sempre una distanza speciale dalla loro audience. Sono davvero delle persone interessanti.

Quali sono le nazioni europee dove i vostri CD vendono di più? E come sono andate le vostre produzioni qui in Italia?

Il miglior mercato è per noi la Germania, dove stiamo lavorando da ormai un anno. In Italia e in altri territori europei abbiamo appena iniziato a distribuire le nostre release, a fare promozione e ad organizzare dei tour: c’è quindi ancora bisogno di tempo per sviluppare questi mercati. Il primo grande successo al di fuori della Germania lo abbiamo avuto in Finlandia, dove il D’espairsRay hanno ottenuto un sold-out per il loro primo concerto in Scandinavia in 10 ore! Il concerto si terrà alla fine di Novembre.

Quali saranno le vostre prossime release?

Le nostre prossime release saranno i nuovi album di The Back Horn, Phantasmagoria, 12012, V-Doll, Asian Kung Fu Generation, Onmyou-za, Kaen.

Che futuro vedete per la Gan-Shin? Che piani avete per l’evoluzione della vostra etichetta?

Abbiamo ottenuto un buon successo in Germania e stiamo cominciando ad ottenere buoni risultati in altri territori. Sempre più gente conosce e parla della musica rock giapponese. Man mano che riusciremo a portare i gruppi in tour la loro fama andrà a crescere qui in Europa. E naturalmente avremo delle nuove meravigliose produzioni per il prossimo anno.

Ultima domanda: avete dei piani per far suonare i vostri gruppi in Italia?

Sì assolutamente. Stiamo pianificando al momento la cosa con vari promoter per organizzare dei tour il prossimo anno. Vi faremo sapere! (ndr.: nel frattempo è stata confermata la data dei D’espairsRay il 14/11 al Live Music Club di Trezzo, in provincia di Milano).

D'espairsRay

D'espairsRay © www.gan-shin.de

Speciale Visual Key:

Parte 1: le origini

Parte 2: i gruppi

Parte 3: i dischi

Parte 4: intervista all’etichetta Gan-Shin

L’estetica della Visual-kei

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