Diva Destruction: Run Cold

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Ver Sacrum Dopo tre anni di silenzio, riecco Debra Fogarty con il suo progetto Diva Destruction; riuscirà il nuovo “Run Cold” a rinverdire i fasti dell’album d’esordio “Passion’s Price” (il secondo album, “Exposing the sickness” non ha certo lasciato il segno)? Dopo i primi ascolti direi che la risposta potrebbe essere positiva; in “Run Cold” non si inventa nulla di nuovo e il sound della band americana continua a seguire i canoni del gothic contaminato con l’elettronica, ma con pezzi convincenti (“Subterfuge”, “Run Cold”, “Rewriting history”, “Kiss the stars”) che potranno finalmente convincere i djs nostrani dal rinnovare le proprie playlists, eliminando l’abusatissima “The broken ones” a favore di alcuni brani nuovi. Non posso negare che proprio a questo “famigerato” brano sembrano rifarsi molti dei pezzi di “Run Cold”, ma tant’è, non è certo l’originalità che si deve cercare in dischi come questo. Nel complesso “Run Cold” è un album gradevole, niente di epocale o trascendentale, ma pur sembre un onesto disco elettro-gothic che può dare nuovo smalto al progetto Diva Destruction.

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