Cinderella Effect: Pearls

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Ver Sacrum Come i nostri piu’ attenti lettori sapranno, ogni fine anno pubblichiamo le classifiche dei migliori dischi, libri, film e concerti. Se si dovesse fare anche una classifica dei dischi piu’ brutti, questo “Pearls”, per quanto mi riguarda, andrebbe certamente sul podio! Dietro il già tremendo monicker Cinderella Effect si cela Constance Rudert, vocalist dei Blutengel, qui alle prese con un album che racchiude ben 15 cover di brani che spaziano da “Standing” dei VNV Nation a “Black Hole Sun” dei Soundagrden, da “Timekiller” dei Project Pitchfork ad “Israel” di Siouxsie & The Banshees, da “Clone your lover” degli Zeromancer a “Zombie” dei Cranberries, ecc…. bands dagli stili disparati che trovano il loro punto d’unione nell’essere state letteralmente massacrate dalla rilettura della Rudert e compagne di sciagura (Coralie Thomas, nientemeno che soprano dell’orchestra di Berlino e Katja Gutkowski). Il proposito di “Pearls” era quello di trasformare brani elettro e rock in ballate eteree, caratterizzate dalla (stonatissima) voce di Constance e compagne e da pomposi arrangiamenti orchestrali, proposito miseramente fallito per un disco che viaggia dalla prima all’ultima traccia (ammesso che si abbia il coraggio di arrivare sino alla fine di questo strazio) tra il ridicolo ed il patetico. Difficile trovare le giuste parole per descrivere un disco di tale imbarazzante bruttezza; arduo anche dire quale cover sia la piu brutta visto lo scempio compiuto indiscriminatamente su praticamente ogni brano (da salvare solo “Darkest hour”). Disco da consigliare al vostro peggior nemico.

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