Derniere Volontè: Devant Le Miroir

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Ver Sacrum Come da conferma delle voci di corridoio antecedenti l’uscita di questo nuovo lavoro del progetto di Geoffroy D., i puristi più intransigenti del neofolk possono mettersi l’anima in pace e guardare altrove. E perdersi colpevolmente qualcosa di veramente interessante. Perché stavolta Dernière Volonté, pur senza perdere la sua riconoscibilità, è molto più pop che military. Senza stravolgimenti o sconvolgimenti passibili di “tradimento” (chi ha fatto il nome degli Ostara?) da parte di chi lo ha sempre apprezzato. “Devant le miroir”, rispetto ai precedenti lavori, come prospettato dal titolo si pone in una dimensione meno “guerriera” e più intimista. E, malinconici e fieri, tutti i brani che lo compongono colpiscono e rimangono impressi nell’ascoltatore, forti di melodie in cui la componente marziale supporta e non sovrasta il resto, accompagnate dall’inconfondibile e profonda voce di Geoffroy D. in liriche intense e “sentite”. Notevoli “La nuit revient”, per chi scrive il brano più catchy e ammaliante dell’intero album, e l’impeto percussivo di “Cran d’arret”, nonché la verve mélo-battagliera di “La joie devant la mort”; e l’attitudine quasi pop-eighties virata bellica di “Douce hirondelle”; ma ogni pezzo ha in sé una “propria anima”, un quid che lo rende unico e insieme funzionale a un album che batte ogni migliore aspettativa, e riconferma DV come un progetto unico nella sua capacità di amalgamare sonorità marziali a melodie accattivanti, penetranti, in una parola scontata ma efficace: bellissime. E, dopo due loro concerti visti e apprezzati nonostante il disastro tecnico di Vicenza nell’aprile 2005, mi sento di dire: probabilmente una bomba in sede live. Avere i paraocchi non paga, e in questo caso, in più, fa male! Da avere e ascoltare fino allo sfinimento. Che tarderà comunque ad arrivare….

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