Equitant: Zeit

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Ver Sacrum Equitant, già membro del culto black-metal statunitense Absu e mente di Equimanthorn, si mette in proprio. E con “Zeit” smentisce da principio ogni attesa di ritrovare influenze o componenti legate al suo background. Solo, forse, quel retrogusto oscuro, ma niente di più. “Zeit” infatti riprende un gusto di stampo Kraftwekiano amalgamandolo con l’attuale minimal-electro, filtrandolo tra beats robotici e atmosfere da space trip, avvolgendolo a tratti con passaggi debitori al prog orrorifico di alcune colonne sonore di genere di trent’anni fa. La suite “Die kalt” fa sua questa attitudine in dieci minuti di electro lenta, ipnotica, permeata da una sottile vena horror d’antan. Ma con “Through man made eyes” e “Transmission II (Remix)” il ritmo riprende il comando, nella prima con suoni minimal che attraversano beats tribali, nella seconda in un movimento crescente supportato da brevi e “mirati” interventi vocali. Tra reminescenze electro-retrò, sporadiche divagazioni ambient, ritmi frenetici ma mai invasivi, il quadro è completo: “Zeit” sa far ballare senza bisogno di dancefloor affollati di cyberzamarri e sa farsi ascoltare senza un attimo di stanchezza o, paradossalmente, di dejà-vu. Complimenti!

Email: equitant@prodigy.net
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