Evanescence: The open door

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Ver Sacrum E qui scatta inevitabile la polemica. Nel recensire un cd degli Evanescence non si può fare a meno di tirare fuori la solita vecchia storia del “chi ha copiato chi” e di quanto questi americanotti dall’aspetto decisamente rozzo e pacchiano assomiglino ai nostrani Lacuna Coil, affermazione che però fa riferimento alla sola sfera musicale data la nota passione di Cristina Scabbia e compagni per l’abbigliamento e gli accessori più fighetti! Ricordo che quando uscì Fallen (album pluripremiato e stravenduto che nel 2003 portò al successo il gruppo di Amy Lee…) molti dissero che era una specie di versione nu metal dei lavori dei LC, ma mi domando se queste stesse persone che tanto ci tenevano a prendere le parti della gothic metal band italiana si siano mai rese conto di quanto essa abbia scopiazzato da altre formazioni dedite allo stesso genere. Mi sembra quindi assurdo criticare gli Evanescence e accusarli di plagio, anche perché saranno pure malvestiti e tremendamente kitsch (basta guardare il video di “Call me when you’re sober” e le foto promozionali per rendersene conto…), ma sanno benissimo come si fa un gran disco, e a mio parere lo sanno molto meglio dei loro colleghi milanesi!! Amy Lee ha una voce pazzesca (ho sempre pensato che avesse più talento della pur brava Cristina…), ma anche il resto del gruppo fa la sua parte alla grande, dando vita a composizioni di sicuro impatto. Quelli che dalle prime battute sembrano pezzi un po’ troppo pomposi e stucchevoli si rivelano invece ben più dinamici ed efficaci a lungo andare, dimostrando che la band sa dosare nella maniera giusta elementi come potenza e melodia, esaltati tra l’altro da un’ottima produzione. The open door è uno di quei lavori da gustare dall’inizio alla fine, composto da tredici brani curati nei minimi dettagli e ricchi di fascino (è inutile citare qualche titolo, tanto sono tutti belli…), che a mio parere non piaceranno solo ai fanatici del gothic metal, ma che attireranno soprattutto la ben più vasta audience rock, come del resto era già accaduto per il cd precedente. Insomma, gli Evanescence sono senza dubbio “commerciali” e vagamente pop in certi momenti, ma le loro canzoni riescono a coinvolgere e ad emozionare, e proprio tale caratteristica mi porta ad affermare che esse sono migliori della maggior parte delle cose similari che si possono sentire oggigiorno!

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