Ex-Voto: Doloroso

0
Condividi:

Ver Sacrum Già attivi da oltre una quindicina d’anni, gli americani Ex-Voto rappresentano ormai uno dei nomi maggiormente noti del panorama goth americano. Dopo aver mosso i primi passi a Los Angeles, il quartetto ha trasferito armi e bagagli in New Orleans nel 1992, e questa è la sua attuale base. Non si contano le partecipazioni a compilations targate Cleopatra, una dozzina circa, oltre alle uscite ufficiali, e questo morente 2006 ha segnato una rinnovellata attività, avendo visto la luce “Anno Domini”, una raccolta di brani coprente il lasso temporale intercorso fra il 1992 ed il 1996, e “Light of day” (compilazione di rarità ed inediti tratti da qualche polveroso cassetto), oltre a “Doloroso”, a tutti gli effetti il vero nuovo disco dei quattro. La miscela di elettronica e schitarrate non sempre giunge a risultati eccellenti, complice pure una produzione poco profonda, e ne risentono alcuni brani che, altrimenti, potrebbero davvero determinare un ben diverso effetto (è il caso della sisteriana “Seven sisters” e di “Clean on the Outside”). Ci pensa comunque la coppia “El diablo blanco” (soprassediamo circa il titolo) e soprattutto l’ottima “I could have been”, bell’esempio di goth-rock vigoroso, a far volgere decisamente verso l’alto le quotazioni di “Anno Domini”. Larry Rainwater da il meglio di se come vocalist, e non sono da meno i suoi pards Matt Collord, chitarrista innamorato di Gary Marx e di Simon Hinkler, Melissa Crory e Linda Patti. “She got a big!” riporta evidenzi escoriazioni industrial che ne incidono il tessuto, e s’avvale di una ritmica indiavolata, le sei corde ronzano in “I can see right thru you”, carina è “Seven seas of misery”, “Alena” (presente pure in una seconda versione) omaggia ancora Eldritch, ed è gradevolissimo esempio di rock darkeggiante, “Where is Nikki Black?” è assai decisa nel suo scorrere sui territori aspri della musica più obscura, ed anche nel finale il CD ci riserva piacevoli sorprese, come in “Twenty seven names for tears”. Non ci troviamo certo al cospetto di Reliquary, Faith and the Muse o The Last Dance (e nemmeno dei grandi The Wake), la distanza tra gli Ex-Voto ed i grandi del death-rock stellestrisce è ancora sensibile, ma ciò non toglie che “Doloroso” non sia un disco da posizionare abbondantemente al di sopra della sufficienza. La quantità non manca (diciassette pezzi!), la qualità, anche se incostante, non va disconosciuta, la grafica è curata, eppoi i nostri suonano davvero bene. Argomenti più che bastant per promuovere “Doloroso”.

Per informazioni: www.myspace.com/exvotoband
Web: http://www.pooralicemusic.com
Condividi:

Lascia un commento

*