Neronoia: Un mondo in me

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Ver Sacrum L’oscurità che cala. Il buio, il silenzio, il nulla annichilente. Neronoia è il gelo, è lo smarrimento di chi scopre all’improvviso che la vita non ha più significato. E’ un mondo grigio dai confini che si dilatano all’infinito, amplificando la fredda sensazione di solitudine ed abbandono che attanagliano talvolta le viscere, quando ci si para dinanzi la tragedia. E’ musica dolente, quella propostaci dal progetto nato dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio, entità che popolano l’umbratile sottobosco italiano, e che quando fanno udire il loro flebile lamento è perchè vi è l’urgenza di farlo, scaturente dalla necessità quasi fisiologica di esprimere la propria alta poetica, al riparo da ogni tentazione commerciale che in questi ambiti proprio non ha senso. Verrebbe facile richiamare quanto prodotto dai gruppi principali per definire le coordinate di “Un mondo in me”, disco che ha visto una genesi non lineare, essendo stato composto, come specificato dalle scarne note che lo accompagnano, “in vari posti a Milano nel corso degli anni”. No, trattasi in vece di una opera che va rispettata in quanto autonoma manifestazione di spirti creativi incorrotti, che nel corso di queste dieci meste litanie senza titolo e distinte dal solo numero che le ordina cronologicamente (venendo così vieppiù a mancare qualsisia riferimento), esprimono ai massimi livelli le loro naturalissime inclinazioni. Un lavoro che va inteso nella sua monolitica ed inscalfibile unicità, anche perchè non è semplice descrivere il vuoto. Si rischierebbe di banalizzare il loro intento, recando offesa all’impegno profuso da chi evidentemente ci ha creduto fino in fondo. Altrimenti non avrebbe senso pubblicare dischi come “Un mondo in me”, destinati ai pochi pronti ad armarsi della volontà indispensabile per sondare le abissali profondità ove si cela la fredda fiamma che lo ha originato.

Per informazioni: www.neronoia.tk
Web: http://www.eibonrecords.com
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