Violet Tears: Cold memories & remains

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Ver Sacrum “Cold memories & remains” è racchiuso in una confezione grafica curata e gradevole, che evidenzia la serietà della Fossil Dungeon e del gruppo istesso, impegnati nella diffusione dell’arte senza che nulla sia lasciato al caso. Ed il primo impatto, si sa, a volte può risultare decisivo! Il booklet è adornato da belle immagini ed i testi sono leggibilissimi, come chiare sono le scarne note che ci guidano ad una magiore comprensione del disco. Il quartetto pugliese (si avvale di una bassista ospite su di un pezzo), vanta in formazione la brava Carmen De Rosas, dotata di una impostazione lirica che accresce la cifra stilistica di “Cold memories…”, e che, dopo un avvio (è l’unica pecca che mi sento di segnalare) non proprio centrato, mi riferisco alla prima traccia “In the throat of the unbounded”, prende poi sempre maggior confidenza colla materia trattata, un gothic-rock crepuscolare e sufficientemente personale. La lenta e dolentissima “Silence” lascia intravvedere le qualità delle quali l’insieme è dotato, e da questo punto in seguito si assiste ad una costante crescita qualitativa. Brani che risentono dell’influenza di formazioni americane filo-Projekt, o del lascito ponderoso degli affiliati alla 4AD dei bei tempi andati, ma che rifulgono pure di propria luce (“Polvere”, in italiano, cantata da Claudio Cinnella, è invece affine a certe proposte dei Canaan). “Cold memories…” risulta infine un disco che può rappresentare un passo interlocutorio in vista di una auspicabile e, viste le premesse, certa maturazione del gruppo, ma sopra tutto per questo non va assolutamente taciuta la bontà di queste canzoni. Consigliate a coloro che pongono l’anima quale qualità essenziale di una opera musicale.

Per informazioni: www.masterpiecedistribution.com
Web: http://www.fossildungeon.com
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