Íon: Madre, Protégenos

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Ver Sacrum Come ho scritto nella mia playlist il 2006 si è chiuso con poche sorprese dal punto di vista musicale. L’unico vero nome nuovo che mi ha colpito assai favorevolmente è Íon con questo suo CD di esordio (che infatti ho inserito nelle mie preferenze dell’anno). Parlare di esordio è vero in parte in quanto dietro a Íon c’è Duncan Patterson, ex membro della seminale doom band Anathema. Dopo la sua uscita da questa prestigiosa formazione Patterson è rimasto attivo in campo musicale con vari progetti (Antimatter, The Aftermath): Íon è la sua ultima creazione. Patterson ha riunito intorno a sé un gran numero di musicisti provenienti da varie parti del mondo. Come vocalist ad esempio sono ben tre coloro che hanno partecipato a Madre, Protégenos: Emily A. Saaen dalla Russia (attiva anche con un suo progetto solista assolutamente da approfondire), Marcela Bovio dal Messico e Valentina Buroni dei “nostri” Iridio. L’album è stato poi registrato tra l’Irlanda e la Grecia: questa varietà di contesto con cui Madre, Protégenos è stato creato ha favorito innegabilmente il risultato finale. La musica è un riuscitissimo melange di folk ed ethereal, al contempo estremamente dolce e cupa. Nell’album è preponderante il lato acustico, con chitarra, arpa, piano, flato, strumenti tradizionali greci e irlandesi che lasciano solo uno spazio minore a qualche inserto di tastiere. Íon è in realtà un progetto difficile da definire e inquadrare: sicuramente non dispiacerà agli amanti del “neo folk” sebbene non si tratti di un’opera filologicamente legata al genere (i richiami al folk sono comunque innegabili, basti pensare alla ripresa del traditional “Goodbye Johnny Dear”). Stesso discorso per quanto riguarda la “world music”, etichetta facilmente “appiccicabile” al disco proprio in virtù della sua genesi cosmopolita. Ma il lato “cupo” del disco è proprio quello che dona a Madre, Protégenos quella marcia in più. Sembra strano a dirsi ma alcuni brani del CD (“O Efeito do Verão”, la dolce “Believe” e – guarda caso – “Anathema Maranatha”) sembrano dei pezzi doom suonati con strumenti acustici! Emozionanti e intensi i brani più eterei dell’album: fra i miei preferiti cito “Learpholl”, cantato con molto pathos da un’ispiratissima Emily A. Saaen, e “Believe” che unisce il cantato in inglese a pezzi recitati in portoghese. Un plauso alla Equilibrium Music che si conferma ancora una volta un’etichetta attenta alla musica di qualità.

Per informazioni: http://www.myspace.com/duncanpatterson
Web: http://www.ion.equilibriummusic.com/
TagsIon
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