Lamia: La Maquina De Dios - Llibre Vermell de Montserrat

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Ver Sacrum Oh cielo!, il “Llibre Vermell de Montserrat” è stato negli anni a tutti gli effetti saccheggiato da schiere di autori, ma Cecilia Marchesotti (soprano), Juan Andrés Celasco (synths, piano, composizione) ed il tenore Daniel Pomba ne offrono una pregevole rilettura, la quale riesce nella non facile impresa di fondere intense atmosfere medievaleggianti con un’elettronica essenziale e discretissima. L’interpretazione di Cecilia giuova parecchio alla buona riuscita del progetto, essendo delicatissima e risultando perfetta in questa situazione che senza esitazione definirei particolare. Se i beats ed il suono dei sintetizzatori appaiono in fatti freddi e distanti, tuttavia vi si riscontra una tensione espressiva che ha il merito di non rendere assolutamente stridente questo accostamento particolarmente ardito ed altrimenti improponibile. Il “Llibre Vermell” è un testo che raccoglie fra l’altro dieci brani musicali, espressione genuinissima della fervente religiosità spagnola, e risale al secolo XIV, quando Monserrat, già sede di una comunità Benedettina, divenne a tutti gli effetti uno dei centri più importanti del cattolicesimo iberico; colà i pellegrini si recavano per porgere il loro omaggio alla Vergine Nera. E questi pezzi appartenenti alla Storia del Cristianesimo vengono ora ripresi dal trio argentino, dotati di una rinnovellata ed inedita chiave di lettura, giungendo ad una interpretazione attenta e rispettosissima dello spirito che condusse alla compilazione di questo importante manoscritto. “La Maquina de Dios” rappresenta lo sforzo compiuto dai musicisti in sede di rielaborazione di testi così antiqui, tenendo ben presente che proprio di rilettura trattasi, e che la passiva riproposizione dell’atmosfere dell’epoca è impossibile. Ho apprezzato inoltre la bella grafica del booklet, e le note curate dal professore German Pablo Rossi dell’Università di Buenos Aires.

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